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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Francia, la stretta sui saccheggiatori: a rischio anche gli aiuti sociali

Parigi prepara una circolare per recuperare dalle prestazioni pubbliche i proventi delle merci rubate, mentre studenti e gilet gialli annunciano nuove proteste.

La mobilitazione francese non si ferma. I gruppi vicini ai gilet gialli hanno convocato nuove iniziative contro il caro carburante, mentre i principali sindacati del Paese, tra cui la CGT, non hanno aderito agli appelli per le manifestazioni di sabato prossimo. Il movimento nato nel 2018 contro l’aumento delle imposte sulla benzina si era ridimensionato, dopo mesi di blocchi stradali e scontri, ma ora torna a farsi sentire.

Anche il fronte studentesco promette di proseguire la pressione su Emmanuel Macron e sul suo governo. L’UNEF, il principale sindacato degli studenti francesi, ha ribadito sui social l’intenzione di andare avanti, contestando il deterioramento degli istituti e la scarsità delle risorse destinate all’istruzione.

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La protesta alimenta la tensione politica

Le agitazioni degli studenti delle scuole superiori sono partite dalla denuncia del peggioramento delle condizioni scolastiche e si sono trasformate in una contestazione più ampia. All’origine della rabbia ci sono anche il rincaro dei prezzi e la convinzione che sanità, casa e servizi sociali non riescano più a garantire risposte adeguate ai bisogni essenziali.

Il clima pesa sulla politica francese in vista delle elezioni presidenziali attese tra aprile e maggio. Nei sondaggi risultano in vantaggio esponenti dell’estrema destra e dell’estrema sinistra, mentre il governo deve gestire una mobilitazione che ha impegnato a lungo forze dell’ordine e amministrazioni locali.


Parigi prepara la punizione economica

Nel frattempo l’esecutivo ha annunciato una misura destinata a colpire i responsabili dei saccheggi sul piano finanziario. Vincent Jeanbrun, ministro della Casa, firmerà insieme al ministro della Giustizia Gérald Darmanin una circolare che permetterà di ritirare alcune prestazioni pubbliche alle persone riconosciute colpevoli.

Il provvedimento dovrebbe tenere conto dei ricavi ottenuti dalla vendita di beni rubati durante le proteste, sottraendoli dagli aiuti ricevuti. La stretta potrebbe riguardare indennità di disoccupazione, sostegni per l’abitazione, assegni familiari e reddito di solidarietà. Jeanbrun ha riassunto la linea del governo con un messaggio rivolto a «casseurs, saccheggiatori, ladri»: «per voi sono finiti i contributi sociali!».

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Notti più calme, ma solo per ora

Le restrizioni notturne hanno prodotto una riduzione delle tensioni in diverse città. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha attribuito ai coprifuoco mirati il ritorno alla calma e ha lasciato aperta la possibilità di applicarli anche in altre zone, se le condizioni lo renderanno necessario.

La tregua, però, potrebbe essere breve: i gruppi di protesta hanno già indicato sabato come prossima giornata di mobilitazione. L’esecutivo deve quindi conciliare il tentativo di ristabilire l’ordine con una contestazione che continua a coinvolgere studenti, automobilisti e parte del movimento dei gilet gialli.


Gli arresti dopo il fine settimana

Sul fronte giudiziario, Darmanin ha riferito a CNews che 123 persone fermate durante il fine settimana erano ancora detenute in attesa dell’udienza. In un successivo intervento televisivo ha inoltre indicato in circa 2.500 il numero delle persone ancora trattenute per essere interrogate.

I dati sugli arresti accompagnano la nuova strategia annunciata dal governo, che punta a colpire non soltanto i responsabili dei disordini ma anche i vantaggi economici eventualmente ricavati dai saccheggi. La circolare dovrà ora tradurre questo orientamento in procedure concrete per la sospensione o il recupero delle prestazioni.

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