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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Thom Yorke e Harry Styles, la musica unisce generazioni

Il colloquio tra i due artisti rilancia l’interesse dei giovani per Radiohead, Alanis Morissette e le icone del rock

Il confronto tra Thom Yorke e Harry Styles ha riportato al centro il dialogo tra musicisti di epoche diverse. L’intervista, pubblicata sul canale YouTube di Rolling Stone, è diventata uno dei contenuti musicali più discussi del momento.

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Un dialogo oltre le generazioni

Yorke, 58 anni, voce e anima dei Radiohead, e Styles, 32 anni, hanno parlato per circa un’ora di creatività, fragilità e pressione legata al successo. Il tono è rimasto intimo, con riflessioni spesso esitanti e lontane dai consueti scambi promozionali.

A colpire è stata soprattutto l’attenzione di Styles verso ogni parola e ogni pausa del musicista britannico. L’ex componente degli One Direction, diventato solista nel 2016, ha sostenuto che i dischi dei Radiohead potrebbero essere collocati in qualunque punto della storia del gruppo senza perdere la loro attualità. La band, protagonista tra gli anni Novanta e i primi Duemila, viene ancora considerata da molti una delle più innovative di sempre.

Il colloquio si è concluso con un riferimento a Beginner’s Mind, il libro di Suzuki. Yorke ha spiegato che quell’opera invita a osservare il mondo con lo sguardo di chi crea, prima di aggiungere: «Certo, c’è un risultato finale. Ma la vera linfa sta nel processo». Nel passaggio finale ha descritto il proprio metodo come una ricerca di elementi capaci di comunicargli qualcosa, poi riuniti in un’unica forma.


Le icone tornano tra i giovani

Il rapporto tra artisti affermati e interpreti più giovani non riguarda soltanto Yorke e Styles. Nel 2021 Olivia Rodrigo aveva dialogato con Alanis Morissette, che con lei aveva affrontato il peso della notorietà precoce e le aspettative imposte dal pubblico.

Morissette aveva ricordato una frase ricevuta dal padre quando aveva sette anni: «Tesoro, nella vita incontrerai tre tipi di persone: quelli che ti ameranno e per i quali sarai infallibile, quelli che ti odieranno e per i quali non ne farai una giusta, e quelli a cui non fregherà niente di te, quindi buona fortuna!». Il racconto era servito a riflettere sul modo in cui gli ascoltatori proiettano giudizi e aspettative sui musicisti.

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Questi incontri mostrano anche l’interesse della Gen Z per repertori che vanno oltre rap e trap. La riscoperta comprende produzioni degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, insieme a una maggiore curiosità per le tecniche, le origini personali e il percorso che conduce alla realizzazione di un album.


Le collaborazioni tra passato e presente

Un altro legame si è sviluppato tra Charli XCX e Julian Casablancas, leader degli Strokes. In un’intervista del 2024 a NME, Casablancas aveva elogiato la capacità della cantante di vivere il successo con consapevolezza senza prendersi troppo sul serio.

La collaborazione nella nuova versione di Brat, con il brano Mean Girls feat Julian Casablancas, aveva rafforzato il rapporto tra i due. In seguito Charli XCX era salita sul palco dell’Outside Lands di San Francisco per interpretare Take It Or Leave It, confermando la propria ammirazione per la formazione newyorkese. La cantante aveva riconosciuto a Casablancas una particolare abilità nel catturare l’energia di un ambiente e trasferirla nella musica.

Anche Sombr, nome d’arte di Shane Boose, ha costruito diversi duetti con protagonisti di epoche precedenti. Il musicista di 21 anni ha condiviso il palco con Billy Idol, Billy Corgan degli Smashing Pumpkins e componenti dei Cranberries; martedì scorso, al Kia Forum, ha cantato Go Your Own Way insieme a Lindsey Buckingham dei Fleetwood Mac.

La presenza di musicisti più esperti sembra offrire ai giovani artisti uno spazio per parlare delle difficoltà professionali con maggiore libertà. Dai consigli sul successo alle scelte produttive, questi incontri contribuiscono a riportare l’attenzione sul lavoro creativo e sulle sue fasi meno visibili.

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