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Attualità 3 min di lettura29 min fa

Thailandia-Ue, la svolta può arrivare nel 2026: accordo vicino

Bangkok punta a chiudere entro la fine del 2026 il negoziato commerciale con Bruxelles e guarda alle imprese italiane per ferrovie, digitale ed energia pulita.

Il negoziato tra Unione europea e Thailandia entra nella sua fase decisiva: Bangkok punta a completarlo entro la fine del 2026, con l’obiettivo di arrivare alla firma nel 2027. A indicare il calendario è stato il vicepremier e ministro degli Esteri thailandese Sihasak Phuangketkeow, intervenuto a Roma durante una missione diplomatica in Europa.

La spinta nasce dalla necessità di ampliare i partner commerciali in una fase dominata da dazi, protezionismo e rivalità tra grandi potenze. Per la Thailandia, l’Europa può diventare un interlocutore ancora più rilevante, mentre il Paese asiatico intende proporsi come punto d’accesso ai mercati del Sud-est asiatico.

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Bangkok accelera sul patto commerciale

Secondo Phuangketkeow, i colloqui con Bruxelles hanno già superato gran parte degli ostacoli e si avviano alla conclusione. Il ministro ha spiegato che le condizioni internazionali rendono ancora più urgente diversificare gli scambi, anche perché il sistema commerciale multilaterale appare più fragile rispetto al passato.

L’area dell’Asean, ha osservato, resta una delle regioni più promettenti per investimenti e commercio. La Thailandia, seconda economia dell’organizzazione e collocata in posizione centrale, può svolgere un ruolo di collegamento con l’intero Sud-est asiatico. L’auspicio espresso dal governo è di chiudere il dossier entro il 2026 e procedere alla sottoscrizione dell’intesa nell’anno successivo.


Le opportunità per le imprese italiane

I rapporti tra Roma e Bangkok poggiano su una storia diplomatica lunga quasi 160 anni, ma il ministro ritiene necessario concentrarsi soprattutto sui settori del futuro. La Thailandia sta infatti affiancando alle attività tradizionali — agricoltura, industria alimentare, turismo, produzione automobilistica ed elettronica — lo sviluppo dell’economia digitale e di quella sostenibile.

Tra gli ambiti indicati per una maggiore collaborazione figurano i centri di elaborazione dati, le tecnologie legate all’intelligenza artificiale, l’energia pulita e l’economia creativa. Particolare attenzione è rivolta alle infrastrutture: Bangkok vuole potenziare le ferrovie e il trasporto pubblico di massa, comparti nei quali l’Italia dispone di competenze considerate utili.


Rotte marittime e crisi regionali

La situazione in Medio Oriente ha riportato in primo piano la vulnerabilità dei passaggi strategici che collegano Europa e Asia. Stretto di Hormuz e altri punti obbligati per la navigazione incidono sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici e sui costi di petrolio e gas, rimasti più elevati rispetto al periodo precedente nonostante una successiva stabilizzazione.

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Per questo, secondo il ministro, Unione europea e Asean dovrebbero rafforzare il coordinamento sulla sicurezza marittima e sulla tutela del diritto internazionale. La priorità indicata è garantire la libertà di navigazione e il diritto di passaggio inoffensivo, mentre resta incerto l’esito della guerra e il momento in cui potrà concludersi.

Nel Sud-est asiatico, Bangkok prova intanto a contenere le tensioni con la Cambogia. Dopo gli scontri tra le forze armate è entrato in vigore un cessate il fuoco, che la Thailandia vorrebbe trasformare in un’occasione per riaprire il dialogo e affrontare le divergenze senza nuove escalation.

Sul Myanmar, Phuangketkeow ha sostenuto la necessità di avviare un percorso politico dopo cinque anni di instabilità. Le elezioni organizzate dai militari sono state giudicate imperfette da molti osservatori, ma il ministro ha escluso che la soluzione possa consistere nel chiedere continuamente nuove consultazioni: “Quello che possiamo chiedere è di andare avanti, avviare un processo di pace e aprire un dialogo”. L’apertura dovrebbe coinvolgere gruppi etnici, organizzazioni armate e opposizione democratica, lasciando comunque ai protagonisti interni la responsabilità di risolvere la crisi.


Un equilibrio mondiale più diffuso

Nella parte finale del colloquio, il ministro ha invitato Europa e Italia a osservare con maggiore attenzione il cambiamento degli equilibri globali. L’Occidente conserva un peso importante, ma la crescita economica e la capacità d’influenza sono oggi distribuite in modo più ampio, con l’Asia e altre aree del mondo sempre più centrali.

“Il mondo è cambiato”, ha sintetizzato Phuangketkeow, sottolineando che l’Asia non può più essere letta con le categorie del passato. Per Bangkok, il rafforzamento dei rapporti con l’Europa passa quindi non solo dal commercio, ma anche da infrastrutture, sicurezza delle rotte e cooperazione politica.

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