638notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 4 min di lettura32 min fa

Thailandia-Ue, la svolta può arrivare entro il 2026: cosa cerca l’Italia

Il vicepremier Sihasak Phuangketkeow rilancia il dialogo con il Myanmar e indica nei trasporti, nel digitale e nell’energia i settori chiave per Roma e Bangkok.

«Il mondo è cambiato». Sihasak Phuangketkeow, vicepremier e ministro degli Esteri della Thailandia, osserva uno spostamento degli equilibri internazionali dall’Occidente verso l’Oriente e le altre aree del pianeta. In questo scenario, l’Europa resta un interlocutore rilevante, ma Bangkok vuole ampliare le proprie relazioni e ridurre la dipendenza da pochi mercati.

Il diplomatico, già presidente del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani, affida questa riflessione a un’intervista realizzata a Roma durante la sua missione europea. Tra i dossier affrontati ci sono anche la stabilità del Sud-est asiatico, la sicurezza delle rotte marittime e il ruolo che l’Italia potrebbe avere nello sviluppo tecnologico e infrastrutturale thailandese.

Offerta del giorno22 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 70 giorni
********


Myanmar, il dialogo resta possibile

Per il Myanmar, alle prese con cinque anni di instabilità interna, la priorità indicata da Phuangketkeow è l’avvio di un percorso politico. Le elezioni organizzate nel Paese sono state giudicate da molti osservatori non pienamente regolari, ma Bangkok ritiene che la risposta non possa consistere nella convocazione continua di nuove consultazioni.

«Le elezioni non erano perfette, ma ora bisogna aprire il dialogo», ha affermato il ministro. L’invito è rivolto a tutte le componenti coinvolte: gruppi etnici, organizzazioni etniche armate e opposizione democratica. La Thailandia, ha spiegato, può incoraggiare il processo, ma la soluzione dovrà essere trovata dai protagonisti locali.

Anche il rapporto con la Cambogia rimane delicato. Dopo gli scontri tra le forze armate dei due Paesi è in vigore un cessate il fuoco, che Bangkok vuole trasformare in un’occasione per ricostruire le relazioni e affrontare le controversie con strumenti pacifici. Secondo Phuangketkeow, le divergenze bilaterali non devono compromettere la coesione dell’intera regione.


Italia, tecnologia e infrastrutture

La collaborazione tra Roma e Bangkok poggia su una storia diplomatica lunga quasi 160 anni, anniversario che i due Paesi celebreranno tra due anni. Il ministro ha però invitato a concentrarsi soprattutto sulle prospettive future, individuando comparti nuovi nei quali sviluppare iniziative comuni.

La Thailandia considera l’Italia particolarmente interessante per le competenze nelle tecnologie avanzate, nell’economia creativa, nella trasformazione digitale e nell’energia pulita. L’attenzione maggiore è rivolta ai trasporti: il rafforzamento delle ferrovie e del trasporto pubblico di massa potrebbe aprire spazio alle imprese italiane.

Bangkok sta infatti modificando la propria struttura economica. Accanto ad agricoltura, industria alimentare, turismo, settore automobilistico ed elettronica, avanzano le attività digitali e quelle legate alla sostenibilità. Negli ultimi anni sono cresciuti gli investimenti nelle nuove industrie, compresi i centri dati, considerati essenziali per l’economia emergente e per la catena di approvvigionamento dell’intelligenza artificiale.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

La posizione geografica della Thailandia è un ulteriore elemento di interesse. Il Paese è collocato nel cuore dell’Indo-Pacifico, area che concentra una parte rilevante della crescita mondiale, ed è la seconda economia dell’Asean. Per Bangkok, questo può renderla un punto di accesso ai mercati dell’intero Sud-est asiatico.


Rotte commerciali sotto pressione

Le crisi in Medio Oriente hanno riportato l’attenzione sui passaggi strategici che collegano Europa e Asia. Hormuz e gli altri stretti essenziali per la navigazione incidono direttamente sulla sicurezza degli approvvigionamenti, in particolare di petrolio e gas.

L’aumento dei prezzi ha già mostrato le conseguenze delle tensioni, anche se le quotazioni si sono in parte stabilizzate. Phuangketkeow ha sottolineato che l’incertezza sulla durata e sull’esito dei conflitti impone una collaborazione più stretta tra Unione europea e Asean.

L’obiettivo, secondo il ministro, deve essere tutelare il diritto internazionale, la libertà di navigazione e il passaggio inoffensivo delle navi. La sicurezza marittima diventa così un terreno di cooperazione accanto agli scambi economici e agli investimenti.


Accordo commerciale, il calendario

I negoziati tra Unione europea e Thailandia sono in corso da tempo e, secondo Phuangketkeow, hanno ormai raggiunto la fase conclusiva. L’indebolimento del commercio multilaterale, la crescita delle politiche protezionistiche e l’aumento dei dazi rendono ancora più urgente la ricerca di nuovi partner.

Bangkok punta a chiudere il confronto entro la fine del 2026 e a procedere con la firma nel 2027. L’Asean viene considerata da Bruxelles una delle aree più promettenti per commercio, investimenti e relazioni economiche, anche grazie ai progressi già compiuti con altri Paesi dell’organizzazione.

Per la Thailandia, l’intesa con l’Unione europea avrebbe quindi un valore che va oltre la riduzione delle barriere commerciali: rappresenterebbe uno strumento per diversificare gli scambi in una fase segnata dalla competizione tra grandi potenze e da una crescente frammentazione dei mercati.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere