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Attualità 1 min di lettura5 giorni fa

Test atomici, Washington alza la pressione su Pechino

Secondo il Wall Street Journal, gli Stati Uniti hanno aperto un canale riservato con la Cina mentre cresce l’allarme per l’arsenale di Pechino e per il nodo della moratoria sui test.

La Casa Bianca ha scelto la via dei colloqui riservati per affrontare un dossier sempre più delicato: l’espansione dell’arsenale nucleare cinese e le accuse di possibili prove condotte lontano dai riflettori. A far scattare l’iniziativa, secondo il Wall Street Journal, sono stati i dubbi sul rispetto della moratoria sui test, in vigore da trent’anni.

Nel frattempo, Donald Trump ha dato un segnale ulteriore ordinando al dipartimento della Guerra di prepararsi a una ripresa dei test nucleari statunitensi. Più tardi ha motivato quella scelta dicendo che «altri stanno effettuando test» e che per gli Usa sarebbe stato «appropriato» restare al passo.


I contatti riservati con Pechino

Le discussioni tra le due potenze, sempre stando al quotidiano finanziario americano, si sono svolte in incontri multilaterali a Ginevra, New York e Casablanca. In quelle sedi Washington ha chiesto conto a Pechino delle accuse di aver effettuato segretamente test nucleari di intensità molto bassa.

Il quadro resta però lontano da un’intesa strutturata. Le parti, al momento, non starebbero lavorando a un accordo formale sul controllo degli armamenti, ma piuttosto a strumenti per limitare i rischi e a nuovi meccanismi di verifica.

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Nessun accordo, per ora, sul controllo degli armamenti

La scelta di concentrarsi su sicurezza e controlli riflette una fase in cui la capacità nucleare cinese viene descritta come in forte crescita. È su questo sfondo che si è aperto il confronto, ancora esplorativo, tra Washington e Pechino.

Anche Mosca è intervenuta sul dossier. La Russia ha avvertito che un eventuale test nucleare americano farebbe saltare la moratoria di fatto che dura da decenni, aumentando ulteriormente la tensione su un tema già altamente sensibile.

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