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Attualità 1 min di lettura12 ore fa

Ricina e due morti: perquisito lo studio di Gianni Di Vita

A Pietracatella la Squadra mobile di Campobasso ha avviato un controllo nell’ufficio del padre e marito delle due vittime, mentre l’inchiesta resta senza indagati.

L’inchiesta sul duplice omicidio di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi registra una nuova attività investigativa, ma al momento non coinvolge formalmente alcun indagato. A Pietracatella gli agenti della Squadra mobile di Campobasso hanno effettuato una perquisizione nello studio di Gianni Di Vita, rispettivamente padre e marito delle due donne morte dopo essere state avvelenate con la ricina.


L’indagine resta senza indagati

La perquisizione si inserisce nel fascicolo aperto dalla Procura di Larino per il duplice omicidio. Non risultano, però, persone iscritte nel registro degli indagati, secondo quanto emerge dagli elementi disponibili sull’inchiesta.

L’attività degli investigatori rappresenta quindi un passaggio ulteriore degli accertamenti, senza che siano state rese note contestazioni a carico di Gianni Di Vita o di altre persone. Gli agenti sono entrati nei locali dello studio per svolgere le verifiche disposte nell’ambito del procedimento.

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Lo studio davanti alla casa delle vittime

L’ufficio si trova proprio di fronte all’abitazione della famiglia Di Vita. È nella stessa zona in cui, nei giorni vicini al Natale dello scorso anno, Sara e Antonella Di Ielsi furono avvelenate con la ricina.

A guidare la Squadra mobile di Campobasso è Marco Graziano. La presenza degli investigatori nello studio di Gianni Di Vita si aggiunge agli accertamenti già avviati per chiarire la dinamica che ha portato alla morte delle due donne.

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