Divise sempre meno attrattive: stipendi e concorsi accendono l’allarme
Domande e presenze alle selezioni sono crollate rispetto al passato, mentre sindacati e vertici delle forze dell’ordine indicano salari, mobilità e comunicazione tra le cause principali.
Comprare un’automobile richiede anni di pianificazione, una settimana al mare dipende dai risparmi accumulati e anche la spesa quotidiana va calibrata con attenzione. È la realtà raccontata da Gianluca Cioè, vice sovrintendente di polizia in servizio dal 1994, oggi 52enne e con uno stipendio di 2 mila euro dopo 32 anni di lavoro.
«Ecco la vita senza eccessi e senza serenità», ha spiegato Cioè, descrivendo una condizione familiare nella quale ogni uscita deve essere valutata in anticipo. Lui e la moglie cercano comunque di trasmettere ai loro due figli, appena maggiorenni, il valore dell’impegno e della responsabilità.
Il reddito pesa sulla scelta
La testimonianza del poliziotto si inserisce in una discussione più ampia sull’attrattività delle carriere in uniforme. Pietro Colapietro, del Silp Cgil, individua nella retribuzione uno dei nodi centrali: «C’è un’enorme questione di salari (1500 euro senza alloggio garantito in molte parti d’Italia) e c’è un enorme problema di mobilità».
Secondo il sindacalista, anche l’esposizione mediatica delle forze dell’ordine contribuisce a rendere meno desiderabile il mestiere. Le divise, sostiene, vengono coinvolte troppo spesso in contrapposizioni pubbliche che rischiano di alterarne la funzione e di allontanare chi potrebbe valutare una candidatura.
Le selezioni raccolgono meno aspiranti
I numeri dei concorsi confermano la difficoltà. Nel 2025, per 4.617 posti da agente di polizia, sono state inoltrate 46 mila domande, ma alle prove si sono presentate meno di ventimila persone. Venticinque anni fa, invece, una selezione per 780 posti aveva attirato quasi 400 mila candidature.
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Nel complesso, la Guardia di Finanza stima che negli ultimi vent’anni siano venuti meno 700 mila potenziali partecipanti alle procedure di ingresso nelle forze dell’ordine. Tra i diplomati, le richieste sono diminuite tra il 60 e il 70%; nell’Arma dei carabinieri la contrazione arriva al 70%, mentre per la Guardia di Finanza si ferma al 10%. Solo il 40-50% delle candidature iniziali si traduce poi nella presenza alle prove.
Reclutamento da ripensare
Il capo della Polizia Vittorio Pisani ha indicato alcune possibili risposte durante il congresso del sindacato Siap. Tra le proposte figurano una comunicazione più chiara sui vantaggi della professione, ruoli meglio distinti, impieghi non esclusivamente operativi, selezioni organizzate su base territoriale e un piano per rinnovare gli alloggi collettivi.
L’Arma segnala intanto un elemento in controtendenza: negli ultimi vent’anni il personale femminile è cresciuto di circa il 60% grazie a interventi sui concorsi. Per il Comando generale, il passo successivo consiste nel rendere più comprensibili ai giovani le opportunità offerte, utilizzando un linguaggio più vicino a loro e sfruttando maggiormente i social e il web.
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