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Attualità 1 min di lettura41 min fa

Mina nella Dmz, Seul accusa Pyongyang: «Ora reagiremo

L’esercito sudcoreano ha individuato un ordigno nordcoreano vicino all’esplosione che il 21 settembre ha ferito tre militari.

La scoperta di una mina nordcoreana a sud della linea di demarcazione militare spinge Seul ad attribuire formalmente la responsabilità dell’esplosione avvenuta il 21 settembre nella zona demilitarizzata. L’incidente aveva provocato il ferimento di tre soldati sudcoreani e rischia ora di aumentare la tensione tra le due Coree.


Seul prepara le contromisure

Il ministro della Difesa sudcoreano Kang Shin-chul ha riferito in Parlamento che i risultati preliminari dell’indagine indicano il coinvolgimento della Corea del Nord. A suo giudizio, l’episodio rappresenta una violazione dell’accordo di armistizio.

«Adotteremo le misure conseguenti», ha affermato Kang, spiegando che la posizione del governo deriva dall’attribuzione dell’ordigno a Pyongyang. Il ministro non ha però precisato quali provvedimenti verranno adottati.


Il ritrovamento vicino all’esplosione

L’ordigno è stato rinvenuto durante un sopralluogo svolto dall’esercito sudcoreano insieme al Comando delle Nazioni Unite. Si tratta di una mina antiuomo in resina, individuata nei pressi del punto in cui si era verificata l’esplosione.

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Il ritrovamento conferma l’ipotesi già avanzata dallo Stato maggiore di Seul, che il giorno precedente aveva definito altamente probabile la presenza di mine nordcoreane all’origine dell’incidente. Secondo fonti militari citate da Yonhap, tuttavia, la mina recuperata durante l’ispezione non coincide con quella descritta dai soldati impegnati nell’operazione della settimana precedente.


Tre ordigni nell’area

Le prime ricostruzioni militari indicavano la possibile presenza di tre mine complessive nella zona. Due sarebbero esplose, mentre una terza, rimasta intatta, sarebbe stata notata dai militari durante il ripiegamento.

L’ordigno individuato ora aggiunge un elemento all’inchiesta, ma lascia aperta la questione sulla posizione e sull’identità delle altre mine. Le verifiche nell’area demilitarizzata proseguiranno per chiarire la dinamica dell’esplosione e accertare l’eventuale presenza di ulteriori dispositivi.

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