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Attualità 1 min di lettura18 ott

Tessera sanitaria, l’email che inganna: i segnali da riconoscere

Circolano messaggi falsi che promettono il rinnovo della tessera e puntano a raccogliere dati personali o bancari: ecco come proteggersi.

Una richiesta apparentemente innocua può trasformarsi in un tentativo di furto di informazioni. Le comunicazioni che invitano a rinnovare o sostituire la tessera sanitaria non arrivano dal ministero della Salute, ma sono messaggi costruiti per spingere il destinatario a cliccare su collegamenti fraudolenti.

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Il falso rinnovo nasconde una trappola

L’allarme è stato diffuso dal ministero della Salute sui propri profili social. «Sono in circolazione e-mail che utilizzano indebitamente il nome del ministero della Salute e invitano a sostituire la Tessera sanitaria», ha segnalato l’amministrazione.

Il meccanismo rientra nel phishing: la posta elettronica imita una comunicazione ufficiale e indirizza verso pagine create per raccogliere dati anagrafici, credenziali e informazioni finanziarie. L’obiettivo finale, infatti, è spesso quello di ottenere anche gli estremi bancari della vittima.


Le regole per non perdere i dati

Esistono alcuni elementi che permettono di smascherare subito il raggiro. Il ministero della Salute non spedisce collegamenti per chiedere la sostituzione o il rinnovo della tessera sanitaria; inoltre, quando il documento scade, quello nuovo viene recapitato automaticamente.

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Per questo motivo non bisogna compilare moduli né inserire dati personali o informazioni di pagamento dopo aver seguito un collegamento ricevuto via posta elettronica. Anche un messaggio con loghi istituzionali, toni urgenti o richieste apparentemente legate a un bonus deve essere trattato con prudenza.


Le frodi online cambiano volto

I tentativi di sottrarre informazioni riservate sono sempre più numerosi e ricorrono a esche diverse. L’agenzia delle Entrate aggiorna periodicamente una sezione dedicata al phishing, con indicazioni sui messaggi sospetti e sulle precauzioni da adottare.

La regola più sicura resta non aprire i collegamenti contenuti nelle comunicazioni inattese. In caso di dubbio, è preferibile verificare l’avviso attraverso i canali ufficiali dell’ente, senza utilizzare indirizzi o numeri indicati nella stessa e-mail.

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