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Attualità 3 min di lettura17 min fa

Endometriosi, 8 anni per la diagnosi: i segnali da non ignorare

La prima Giornata nazionale della Ginecologia universitaria accende i riflettori su sintomi, diagnosi precoce e tutela della fertilità.

Otto anni: è il tempo medio che può trascorrere prima di arrivare alla diagnosi di endometriosi, una malattia cronica che riguarda oltre il 10% delle donne in età fertile. In vista della prima Giornata nazionale della Ginecologia universitaria, in programma il 21 ottobre, gli specialisti chiedono maggiore attenzione ai sintomi e percorsi di cura più uniformi in tutta Italia.

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Quel dolore non va normalizzato

L’iniziativa, promossa dall’Associazione ginecologi universitari italiani (Agui), ha scelto come tema “Endometriosi. Riconoscere prima. Curare meglio”. Luigi Nappi, presidente nazionale dell’associazione, sottolinea che un dolore pelvico capace di interferire con scuola, lavoro, relazioni o vita quotidiana non dovrebbe essere considerato una conseguenza inevitabile del ciclo.

Tra i possibili campanelli d’allarme ci sono il ricorso frequente agli analgesici, le assenze ripetute da scuola o dal lavoro, la rinuncia all’attività fisica e il cambiamento delle abitudini personali a causa dei disturbi. La patologia può comparire già durante l’adolescenza e, in alcuni casi, non dà sintomi; quando si manifesta, però, il dolore pelvico è uno degli indicatori principali.


Diagnosi e cure devono arrivare prima

L’endometriosi consiste nella presenza di tessuto simile a quello endometriale in zone diverse dalla cavità uterina. Oggi la diagnosi non richiede necessariamente la laparoscopia: il medico può basarsi sull’esame clinico, sui sintomi e sugli esami di diagnostica per immagini, compresa l’ecografia svolta da personale esperto.

Sono allo studio anche test innovativi, come quelli salivari, che potrebbero associare un’analisi biologica a un algoritmo costruito sulle risposte a un questionario. Un progetto finanziato dal ministero coinvolge le università di Cagliari, Foggia, Roma e Milano. Dopo l’identificazione della malattia, la terapia va definita caso per caso e può comprendere, quando indicato, trattamenti ormonali inclusi i contraccettivi estroprogestinici.


Il nodo degli stadi iniziali

La classificazione dell’endometriosi prevede quattro livelli. Attualmente i Livelli essenziali di assistenza riconoscono le forme più avanzate, cioè quelle di terzo e quarto stadio; Agui propone di includere anche il primo e il secondo, così da favorire interventi tempestivi e limitare, per quanto possibile, la progressione della malattia.

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La richiesta viene collegata anche alla tutela della fertilità e alla crisi della natalità che interessa l’Italia. Secondo l’associazione, prevenire le complicanze di una condizione cronica potrebbe inoltre alleggerire i costi sostenuti dal sistema sanitario e dalla società.


Dieci indicazioni per orientarsi

Nel decalogo elaborato da Agui il primo invito è a non tacere il dolore. Tra le altre raccomandazioni figurano l’attenzione ai disturbi intestinali e urinari che si ripresentano in relazione al ciclo, la registrazione dei sintomi e la richiesta di una valutazione ginecologica qualificata.

Gli specialisti insistono anche sulla necessità di una presa in carico multidisciplinare. Per offrire informazioni e orientamento, l’associazione ha attivato un servizio gratuito di assistenza sul proprio portale, dove è possibile inviare domande agli esperti.


Informare significa fare prevenzione

Nappi considera la divulgazione uno strumento essenziale per raggiungere sia le pazienti sia gli operatori sanitari. L’Agui ha recentemente partecipato a Cagliari a “Fism for People”, progetto della Federazione delle società medico-scientifiche italiane dedicato a una prevenzione più vicina ai cittadini.

Gli incontri pubblici, spiegano i promotori, possono intercettare persone che non arrivano negli ambulatori e mantenere alta l’attenzione su sintomi spesso sottovalutati. La Giornata del 21 ottobre punta quindi a rafforzare la conoscenza della malattia e a favorire il riconoscimento precoce dei segnali.

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