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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Movimento 17 ottobre, chi muove le proteste del sabato? Cosa emerge dalle chat

Il gruppo Telegram prepara cortei in otto città, diffonde vademecum sulla sicurezza e mantiene ancora anonima l’identità degli amministratori.

Restano senza nome le persone che amministrano i canali del «Movimento 17 ottobre». Non è stato accertato neppure un legame tra loro e gli autori dei saccheggi avvenuti a Milano, né un rapporto certo con «Italia in piazza», la mobilitazione che nel fine settimana ha portato centinaia di giovanissimi nelle strade del capoluogo lombardo.

Nelle ricostruzioni sulla nuova sigla compare anche l’ipotesi di trasferire le comunicazioni su Signal. Per ora, il gruppo Telegram resta il principale punto di contatto: al mattino del 19 ottobre contava circa 250 membri e viene utilizzato per far circolare materiali, istruzioni e indicazioni operative.

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Un video rilanciato senza conferme

Tra i contenuti condivisi sui canali c’è un filmato nel quale alcuni ragazzi consegnano a una persona senza fissa dimora prodotti descritti come provenienti dai negozi saccheggiati durante le tensioni di Milano. Il video è stato accompagnato dalla dicitura «Esproprio proletario a Milano».

La pagina del movimento ha ripubblicato quelle immagini, ma l’origine del filmato non è stata verificata in modo indipendente. Il contenuto, quindi, non consente di stabilire chi lo abbia realizzato, quando sia stato registrato o quale sia la provenienza effettiva della merce mostrata.


Nelle chat circolano istruzioni per i cortei

Agli iscritti è stato distribuito un documento presentato come guida pratica per chi partecipa per la prima volta a una manifestazione. Il testo, diffuso con l’invito a stamparlo e farlo circolare, affronta la preparazione al corteo, i controlli e le eventuali operazioni delle forze dell’ordine.

Il vademecum suggerisce anche di evitare, negli spostamenti verso il luogo della protesta e al ritorno, abiti facilmente associabili alla partecipazione alla manifestazione. Vengono citati i controlli nelle stazioni e ai caselli, le condotte da tenere durante le cariche e alcune precauzioni per ridurre il rischio di identificazione.

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Nello stesso spazio digitale sarebbe apparso anche «Ricette per il caos», pubblicazione del 2004 dedicata alla resistenza urbana e a varie forme di azione diretta, comprese iniziative rivolte contro multinazionali ed esercizi commerciali. Gli amministratori invitano inoltre a usare nomi di fantasia e a non diffondere fotografie o dati personali.


Otto città attendono la mobilitazione

La sigla ha annunciato appuntamenti ogni sabato alle 15, con il primo fissato per il 24 ottobre. Il programma riguarda otto centri: a Milano il punto indicato è piazza Duomo, a Bologna piazza Nettuno, a Torino piazza Castello e a Roma il Circo Massimo; sono coinvolte anche Firenze, Padova, Bari e Genova.

Sul profilo Instagram il gruppo parla di una «mobilitazione permanente ogni sabato» e lega la protesta alla richiesta di cambiamento politico. Gli amministratori respingono inoltre l’accusa di violenza e sostengono che le tensioni siano state provocate dalle istituzioni.

Dalla pagina pubblica gli utenti vengono indirizzati verso un gruppo Telegram chiuso, raggiungibile soltanto tramite invito. L’obiettivo dichiarato è favorire la nascita di nuclei locali nelle diverse città interessate, mentre restano da chiarire sia l’identità dei promotori sia i loro eventuali rapporti con le realtà già attive nelle piazze.

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