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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Milano e nuove proteste: Meloni cerca la stretta sulla sicurezza

Dopo le devastazioni nel capoluogo lombardo e in vista delle mobilitazioni del 24 e 30 ottobre, il governo valuta norme, risorse e strumenti per prevenire nuovi disordini

L’80% degli oltre 200 giovani fermati dopo le devastazioni di Milano è minorenne. È soprattutto questo dato ad aver spinto il governo a riesaminare gli strumenti disponibili contro le violenze di piazza, mentre si avvicinano nuove mobilitazioni annunciate in diverse città italiane per il 24 e il 30 ottobre.

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Minorenni e prevenzione al centro

Tra le ipotesi esaminate ci sono l’arresto in flagranza differita anche per gli under 18 e la possibilità di estendere il fermo preventivo ai minorenni. L’obiettivo è intervenire con maggiore rapidità nei confronti di chi partecipa a cortei legittimi trasformandoli, secondo l’impostazione del governo, in occasioni di violenza e disordine.

Giorgia Meloni aveva già fatto riferimento alla necessità di nuovi strumenti contro chi «sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos». Nel confronto rientra anche l’operato delle forze dell’ordine, considerato ancora caratterizzato da alcune criticità nonostante i precedenti provvedimenti in materia di sicurezza.


A Palazzo Chigi vertice allargato

Per affrontare il tema, la presidente del Consiglio ha convocato alle 13 una riunione a Palazzo Chigi dedicata interamente all’ordine pubblico. Al tavolo hanno partecipato Antonio Tajani e Matteo Salvini, quest’ultimo collegato a distanza, insieme ai ministri Matteo Piantedosi, Guido Crosetto e Francesco Lollobrigida.

Presenti anche i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, i vertici di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, oltre ai responsabili dei servizi segreti. Il confronto ha riguardato l’origine delle proteste, le possibili forme di coordinamento dietro le mobilitazioni e le misure per limitarne le conseguenze.

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Più fondi per divise e mezzi

Un capitolo della discussione riguarda il sostegno concreto agli apparati di sicurezza. L’esecutivo punta a destinare nuove risorse nella prossima legge di bilancio, con assunzioni, dotazioni più adeguate e interventi sulla previdenza del personale di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza.

La copertura potrebbe arrivare anche dai 7,2 miliardi di extradeficit autorizzati dall’Europa per la difesa. In serata Meloni avrebbe poi affrontato il dossier della manovra in un altro incontro con gli alleati e con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.


Il timore di regie difficili da vedere

Nel ragionamento del governo pesano anche le proteste osservate in Francia, Spagna e Albania. Il tratto comune individuato è la difficoltà di ricondurre le mobilitazioni a una struttura riconoscibile o a una regia politica precisa.

Questa assenza di un’organizzazione chiaramente identificabile, secondo l’analisi portata al vertice, complica le attività tradizionali di prevenzione e gestione dell’ordine pubblico. Da qui la volontà di combinare nuove norme, maggiore controllo e investimenti nelle forze dell’ordine.

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