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Attualità 2 min di lettura10 ore fa

Tennis, Zverev risponde a Becker sul silenzio per l’Ucraina

Il tennista tedesco replica all’ex campione, che ha criticato il suo rapporto con il pubblico e il silenzio politico

Alexander Zverev ha respinto le critiche di Boris Becker sulla sua mancata presa di posizione pubblica riguardo alla guerra in Ucraina. Il numero uno del tennis mondiale ha risposto dopo l’eliminazione dal Masters 1000 di Parigi contro Lorenzo Musetti.

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La replica di Zverev

Il tennista ha accusato Becker di cercare continuamente motivi per attaccarlo e ha respinto l’idea di dover rendere pubbliche le proprie opinioni politiche. «Credo che stia cercando ogni pretesto per sminuirmi», ha detto Zverev replicando alle parole del connazionale.

Zverev ha poi chiarito di avere una posizione precisa sul conflitto, ma di non aver mai ricevuto domande dirette sull’argomento. «Ho un’opinione molto chiara in merito. Nessuno me l’ha mai chiesto. Non pubblicherò commenti su Instagram. Non è nel mio stile e non lo farò mai», ha aggiunto.


Le accuse di Becker

Becker ha sostenuto che Zverev comunichi in russo con il proprio gruppo durante le partite e ha ricordato le origini russe dei suoi genitori. Secondo l’ex campione, il mancato intervento sulla guerra potrebbe contribuire alla difficoltà del giocatore nel conquistare il sostegno del pubblico.

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Nella stessa analisi, Becker ha descritto Zverev come una persona piacevole e divertente nella vita privata, ma lo ha invitato a mostrarsi maggiormente agli appassionati. A suo giudizio, il tedesco dovrebbe lavorare sul rapporto con il pubblico, soprattutto nel proprio Paese, per ottenere maggiore rispetto e affetto.


Il rapporto con i tifosi

Becker ha collegato il sostegno dagli spalti anche al rendimento nelle partite più dure. Nei set decisivi, ha spiegato, un giocatore ha bisogno di sentire l’incoraggiamento dei tifosi invece di assistere al tifo per l’avversario.

L’ex numero uno ha inoltre osservato che nelle ultime tre finali del Grande Slam disputate da Zverev gli spettatori gli sono sembrati in larga parte schierati con il rivale. Il commento è arrivato dopo la sconfitta del tedesco contro Musetti a Parigi, ma riguarda una critica più ampia al suo rapporto con il pubblico.

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