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Attualità 1 min di letturaAggiornato 6 ore fa

Berlino sospende i Patriot per Kiev: l’appello di Pistorius

Il ministro tedesco teme lacune nella difesa nazionale e chiede agli alleati europei un contributo maggiore

Aggiornamento del 7 nov, 18:07

Boris Pistorius ha giudicato molto improbabile un cessate il fuoco nel prossimo futuro, sostenendo però che Mosca non riuscirà a ribaltare l’andamento del conflitto. Secondo il ministro, le forze russe non stanno avanzando sul campo e subiscono tra 30mila e 40mila perdite al mese. Pistorius ha inoltre riferito che la Bundeswehr conta 190mila effettivi, il dato più alto degli ultimi tredici anni.

Aggiornamento del 7 nov, 15:50

Volodymyr Zelensky ha denunciato una grave carenza di missili intercettori: nell’attacco notturno sulla regione di Kiev sono stati lanciati 36 missili balistici, quattro dei quali sarebbero stati abbattuti. Il presidente ucraino ha riferito di 172 droni impiegati e nove feriti, tra cui un bambino, in attacchi che hanno colpito anche altre 12 regioni. Zelensky ha chiesto agli Stati Uniti e agli altri alleati di accelerare le forniture per rafforzare la difesa aerea.

La Germania ha fermato, per il momento, l’invio di altri sistemi Patriot all’Ucraina. Il ministro della Difesa Boris Pistorius ha spiegato che nuove consegne rischierebbero di ridurre troppo le capacità difensive tedesche.

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Le ragioni dello stop tedesco

Berlino ha già trasferito a Kiev diversi apparati Patriot, oltre a un numero consistente di missili destinati al loro funzionamento. Secondo Pistorius, però, le scorte cedute non potrebbero essere ricostituite rapidamente e questo esporrebbe la Germania a carenze prolungate.

«Al momento non possiamo fare di più», ha detto il ministro in un’intervista al Berliner Morgenpost, ripresa da Focus. Pistorius ha aggiunto che ogni ulteriore materiale consegnato all’Ucraina non sarebbe sostituibile per un certo periodo, creando vuoti nelle difese nazionali che la Germania non può accettare.


La richiesta agli alleati

Il ministro ha rivolto quindi un appello ai partner della Germania, sostenendo che alcuni Paesi hanno fornito un sostegno molto più limitato. Berlino si aspetta da loro un impegno maggiore per garantire all’Ucraina i sistemi necessari alla protezione del proprio territorio.

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La questione dovrebbe essere affrontata nella prossima riunione del Gruppo di contatto per l’Ucraina, prevista a metà novembre. Pistorius ha indicato quell’appuntamento come l’occasione per discutere con la massima serietà la ripartizione degli aiuti militari tra gli Stati coinvolti.


L’avvertimento sui profughi

Nell’intervista, il ministro ha inoltre respinto la richiesta dell’Alternativa per la Germania, favorevole all’interruzione degli aiuti a Kiev. A suo giudizio, una decisione simile avrebbe conseguenze dirette anche sui Paesi europei che oggi accolgono persone fuggite dalla guerra.

«Se interrompiamo gli aiuti all’Ucraina, milioni di ucraini verranno da noi», ha affermato Pistorius, collegando la prosecuzione del sostegno militare al contenimento di un nuovo grande afflusso di profughi verso l’Europa centrale e occidentale.

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