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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Telefono di Boccia, presentata querela per possibile intrusione

L’imprenditrice segnala anomalie nelle chiamate con Carlo Tarallo e chiede verifiche sui dispositivi collegati

Maria Rosaria Boccia ha presentato una querela alla Procura di Torre Annunziata per accertare un possibile accesso a distanza al suo telefono. L’atto, depositato venerdì 30 ottobre dai suoi difensori Francesco Di Deco e Francesco Petruzzi, riguarda anche gli altri apparecchi collegati al dispositivo.

Secondo l’imprenditrice, alcune telefonate non arriverebbero correttamente, soprattutto quelle del giornalista Carlo Tarallo. Boccia teme che il cellulare possa essere stato alterato da remoto e ha sintetizzato il sospetto parlando di un telefono «manomesso da remoto».

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Le verifiche chieste alla Procura

La denuncia ipotizza l’installazione a distanza di un programma in grado di condizionare le comunicazioni. Gli avvocati hanno chiesto di verificare l’eventuale presenza di ascolti privi di autorizzazione e di accertare se qualcuno abbia ostacolato o fatto cessare senza diritto i collegamenti informatici e telematici.

A corredo dell’esposto sono state consegnate immagini delle conversazioni su WhatsApp e carte riguardanti un fascicolo penale attualmente seguito a Roma. Saranno gli accertamenti tecnici e investigativi a chiarire l’origine delle anomalie segnalate dall’imprenditrice.


Il procedimento con Carlo Tarallo

Il nome di Tarallo compare anche nel procedimento nato dalla denuncia presentata dall’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e dalla moglie Federica Corsini. Boccia e il giornalista sono imputati per la diffusione di parti audio relative a una conversazione tra i coniugi.

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La Procura di Roma contesta la divulgazione non autorizzata di registrazioni riferite alla sfera personale. Tarallo ha negato ogni responsabilità, affermando di non avere ricevuto quei file e di non aver preso parte né alla loro elaborazione né alla pubblicazione.

L’udienza predibattimentale è stata calendarizzata per il 3 dicembre 2026. La querela presentata a Torre Annunziata riguarda invece i presunti problemi del telefono e non coincide con il processo già avviato nella capitale.


Le altre accuse contestate a Boccia

Nel procedimento romano l’imprenditrice deve difendersi, tra le altre contestazioni, dall’accusa di atti persecutori aggravati, lesioni e indebita intrusione nella sfera personale dell’ex ministro. Anche rispetto a questi addebiti Boccia ha respinto le accuse.

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