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Attualità 2 min di lettura1 ott

Tedua, il padre ritrovato a 29 anni: l’infanzia tra affido e assenze

Il rapper, all’anagrafe Mario Molinari, ha raccontato al podcast BSMT il rapporto con la madre, gli anni trascorsi in affido e l’incontro tardivo con il padre

Il passato familiare di Tedua è fatto di separazioni, cambiamenti e legami rimasti comunque solidi. Nel podcast BSMT di Gianluca Gazzoli, il rapper — il cui vero nome è Mario Molinari e che oggi ha 32 anni — ha ripercorso alcuni passaggi delicati della propria infanzia, compreso l’incontro con il padre avvenuto soltanto a 29 anni.


Un’infanzia segnata dall’affido

Dopo i primi anni vissuti con la madre, la babysitter è diventata una delle figure centrali della sua crescita e, successivamente, anche la sua famiglia affidataria. Tedua ha spiegato di essere passato attraverso più famiglie prima dell’ingresso alla scuola elementare, descrivendo quel periodo come particolarmente complesso.

A prendersi cura di lui fu anche una donna anziana, dalla quale dice di aver ricevuto un’educazione molto importante. Nel frattempo sua madre si spostava tra diverse città, tra cui Roma e Brescia, rendendo ancora più articolata la quotidianità del figlio.


Il rapporto con la madre non si è

Nonostante la distanza e gli anni trascorsi in affido, il legame con la madre è rimasto presente. Tedua ha chiarito che non gli è mai mancato il suo affetto, anche se la sua presenza non era continua nella vita di tutti i giorni.

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Gli incontri avvenivano ogni domenica a Settimo Milanese, dove madre e figli andavano dalla nonna. Anche il contatto telefonico seguiva una routine precisa: “Ogni martedì e giovedì”, ha raccontato il rapper durante l’intervista.


L’incontro con il padre a 29 anni

La figura paterna è entrata nella sua vita molto più tardi. Tedua ha detto di aver conosciuto il padre quando aveva 29 anni e ha collegato quell’assenza a una grave forma di disturbo bipolare, per la quale l’uomo ha poi seguito un percorso di cura.

Il racconto restituisce così una storia familiare complessa, nella quale alle mancanze si sono affiancate presenze rimaste significative. Tra queste, quella della madre, mantenuta attraverso visite e telefonate anche durante gli anni dell’affidamento.

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