Tebas contro il Real, è scontro totale: il club pretende l’uscita
Il presidente della Liga ha evocato i metodi di Goebbels per criticare la comunicazione madridista, provocando una dura richiesta di dimissioni da parte della società.
La frattura tra Javier Tebas e Florentino Pérez va ben oltre le discussioni sugli arbitri. Il presidente della Liga e il numero uno del Real Madrid sono divisi da tempo su temi come la Superlega, la distribuzione dei diritti televisivi, le strategie commerciali del campionato e l’ipotesi di giocare ogni anno una partita negli Stati Uniti.
A rendere ancora più aspra la contrapposizione è stato l’ultimo scambio pubblico, nato da un attacco di Tebas alla comunicazione del club e sfociato nella richiesta madridista di lasciare gli incarichi ricoperti nel calcio spagnolo.
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Una rivalità ormai istituzionale
Le tensioni si erano già intensificate dopo il derby perso 2-1 contro l’Atletico Madrid. In quella circostanza José Mourinho, allenatore del Real, aveva mostrato in conferenza stampa alcune immagini relative a interventi dei suoi giocatori che, secondo la sua valutazione, avrebbero meritato l’espulsione.
Il confronto tra Tebas e il Real non si è però limitato agli episodi di campo. Il club ha contrastato il progetto della Liga per una gara annuale negli Stati Uniti, mentre Tebas si è schierato tra i principali oppositori della Superlega sostenuta da Pérez. Le distanze restano marcate anche sulla gestione economica e sulla vendita dei diritti televisivi.
Il Real chiede due dimissioni
La società madridista ha reagito chiedendo a Tebas di abbandonare sia la presidenza della Liga sia il ruolo di vicepresidente della Federazione calcistica spagnola. Nel comunicato, il comportamento del dirigente viene giudicato incompatibile con i doveri di imparzialità, rispetto e neutralità legati alle sue funzioni.
Il Real ha inoltre sostenuto che gli attacchi rivolti al club e a chi invoca maggiore trasparenza rappresentino un problema per il calcio nazionale. La nota definisce le parole del presidente della Liga gravemente offensive e considera insufficiente il chiarimento fornito in seguito al paragone con la propaganda nazista.
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Il paragone che ha acceso la polemica
La scintilla è arrivata venerdì, quando Tebas ha pubblicato su X una lunga critica alla linea comunicativa del Real Madrid e al ruolo assunto dal canale ufficiale Real Madrid TV. Secondo il dirigente, il club coordinerebbe numerosi portavoce e riproporrebbe con insistenza accuse, sospetti e bersagli polemici.
Tebas ha descritto così il funzionamento che attribuisce alla società: «La dirigenza del Real Madrid dirige un’orchestra di portavoce e Real Madrid TV ne dirige il coro». Poco dopo ha richiamato i metodi di Joseph Goebbels, ministro della Propaganda della Germania nazista, citando la ripetizione delle accuse, la creazione di un avversario e la prevalenza della narrazione sui fatti.
Il presidente della Liga ha precisato che il riferimento riguardava soltanto le tecniche di comunicazione e non l’ideologia nazista. La puntualizzazione, tuttavia, non ha ridotto la portata della reazione madridista.
Dalle accuse arbitrali allo scontro aperto
Il nuovo episodio si inserisce in una serie di contrasti che prosegue da anni. Il mese scorso Tebas aveva accusato il Real Madrid di alimentare una «cospirazione permanente» dopo le proteste della società per alcune decisioni arbitrali maturate durante le partite di campionato.
Il club aveva replicato giudicando quelle parole intollerabili, inappropriate e irresponsabili, e aveva sostenuto che la Liga necessitasse di una guida più equilibrata. L’ultima disputa ha così riportato in primo piano una contrapposizione che coinvolge ormai i vertici e le principali scelte strategiche del calcio spagnolo.
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