Tav Napoli-Bari, panettoni e orologi: l’indagine scuote i cantieri
Ventidue persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’inchiesta su presunte tangenti, sfruttamento di operai egiziani, amianto e calcestruzzo non conforme
Il progetto ferroviario da 5,8 miliardi di euro, sostenuto anche dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, è al centro di un’inchiesta che coinvolge diversi cantieri della linea ad alta velocità Napoli-Bari. Dopo gli interrogatori preventivi dei 49 indagati, la giudice Federica Girardi ha disposto circa venti misure cautelari per ipotesi che spaziano dalla corruzione allo sfruttamento dei lavoratori, fino alla gestione irregolare dei rifiuti e ai dubbi sulla qualità dei materiali utilizzati.
Le tangenti passavano dai regali
Secondo la ricostruzione della Procura di Napoli, alcuni responsabili e dipendenti dei cantieri Nacav, Hirpinia AV e Telese avrebbero favorito Areco nell’assegnazione di commesse, lavori eseguiti in economia e subappalti. Tra le presunte contropartite figurerebbero anche pareri favorevoli, informazioni sulle offerte degli altri concorrenti e una corsia preferenziale per ottenere i pagamenti.
Una parte dell’indagine riguarda il direttore del cantiere Nacav di Afragola, De Luca, che avrebbe ricevuto somme di denaro. Nel luglio 2024, inoltre, sarebbero stati preparati per Maurizio Di Prima e Alessandro Cupellini, dipendenti di Nacav, pacchi con formaggi e buste contenenti contanti. Il 4 novembre dello stesso anno, Aristodemo Busillo, legale di Hirpinia, avrebbe ricevuto una busta gialla da Dante Salzillo, legale e socio di Areco. Dopo la consegna, Salzillo avrebbe commentato in dialetto: «Qui si è preso la mazzetta».
Contanti sotto i panettoni
Durante il periodo natalizio del 2024, gli investigatori avrebbero documentato la preparazione di confezioni regalo destinate a contenere denaro. Le banconote, secondo le indicazioni emerse nell’inchiesta, dovevano essere collocate «sotto il panettone» oppure «in mezzo ai biscotti».
Tra gli episodi contestati compare anche il ritrovamento, il 18 dicembre 2025, di cinque orologi di lusso. Uno degli oggetti era un Cartier del valore di 7.900 euro e, secondo l’accusa, sarebbe stato destinato a Maurizio Ferroni e Francesco Cosentino, dipendenti di Hirpinia. In cambio, i due avrebbero agevolato l’affidamento ad Areco dei lavori di scavo.
Venti ore di lavoro nei cantieri
Un altro capitolo dell’indagine riguarda 34 lavoratori egiziani impiegati nei cantieri Nacav, Hirpinia e Telese. La Procura ipotizza condizioni particolarmente pesanti, con turni arrivati anche a 20 ore, mancato rispetto dei riposi, paghe al di sotto dei minimi previsti dai contratti e carenze sul fronte dell’igiene e della sicurezza.
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Il procuratore Nicola Gratteri ha indicato questo filone come una verifica autonoma rispetto alle presunte tangenti. Gli accertamenti mirano a chiarire il ruolo delle aziende coinvolte e le modalità con cui i lavoratori stranieri sarebbero stati impiegati nei diversi siti della grande opera.
Amianto e calcestruzzo sotto esame
Gli investigatori stanno esaminando anche lo smaltimento dei materiali prodotti dagli scavi. La società Gentile Ambiente Spa, riconducibile a Giovanni Gentile, avrebbe trattato rifiuti pericolosi provenienti anche dalla galleria del cantiere Hirpinia AV di Grottaminarda, dove sarebbero state rilevate tracce di amianto.
Sempre a Grottaminarda sono emerse perplessità sulla qualità del calcestruzzo fornito e utilizzato dal Consorzio Hirpinia. Gli accertamenti dovranno stabilire se il materiale rispettasse le caratteristiche richieste e quale eventuale impatto abbiano avuto le irregolarità contestate sulla realizzazione dei lavori.
Le misure decise dalla giudice
Nel complesso, la giudice Federica Girardi ha disposto dieci arresti domiciliari, cinque obblighi di dimora nel comune di residenza accompagnati dalla presentazione alla polizia e ulteriori provvedimenti interdittivi. Due persone sono state inoltre sospese per un anno dall’esercizio di un pubblico servizio, mentre per altre tre è stata stabilita la sospensione totale dall’attività pubblica per lo stesso periodo.
Le contestazioni restano, in questa fase, ipotesi investigative a carico degli indagati. L’inchiesta dovrà chiarire la consistenza delle presunte dazioni, il funzionamento dei favori negli affidamenti e le responsabilità relative alle condizioni di lavoro, ai rifiuti contenenti amianto e ai materiali impiegati nel cantiere.
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