Francia, il doppio fronte di Le Pen: sondaggi record e caso Bardella
La leader del Rassemblement National rafforza le ambizioni per il 2027, mentre il partito affronta uno scandalo e una mobilitazione sociale contro la legge di bilancio.
La Francia vive una giornata segnata da scioperi, cortei e tensioni nelle scuole, proprio mentre Marine Le Pen incassa i risultati più favorevoli degli ultimi sondaggi in vista delle presidenziali del 2027. A complicare il momento del Rassemblement National è però l’inchiesta sul passato di Jordan Bardella, accusato di avere diffuso contenuti antisemiti e complottisti quando era ancora un adolescente.
La protesta sfida il bilancio
La mobilitazione contro la manovra del governo ha portato in piazza lavoratori di numerosi settori. Sono state organizzate oltre 160 manifestazioni in tutta la Francia, con la partecipazione di insegnanti, dipendenti pubblici, operatori sanitari, trasporti, polizia e vigili del fuoco. Questi ultimi hanno anche bloccato la tangenziale di Parigi nel primo pomeriggio.
Nel mirino c’è soprattutto il congelamento degli stipendi dei dipendenti statali, previsto per il quarto anno consecutivo dal progetto di bilancio che il premier Sébastien Lecornu presenterà giovedì. La CGT sostiene che i partecipanti siano stati circa 300 mila, compresi 70 mila nella capitale, dove i cortei sono arrivati fino a place de la Bastille. La segretaria del sindacato, Sophie Binet, ha avvertito: «Il governo ha 48 ore per riscrivere la sua Legge di Bilancio».
Anche gli studenti delle scuole superiori hanno aderito alla mobilitazione, dopo i primi blocchi negli istituti delle periferie. Secondo il ministero dell’Educazione, le proteste hanno interessato 338 scuole, 40 delle quali sono state occupate o rese inaccessibili. In alcuni casi si sono verificati scontri con la polizia: un ragazzo è rimasto ferito da un lanciagranate Cougar e, nell’arco di alcuni giorni, più di 150 giovani sono stati fermati.
Bardella deve fronteggiare lo scandalo
A turbare la fase favorevole del partito è arrivata un’inchiesta di Mediapart su messaggi pubblicati tra il 2013 e il 2015. All’epoca Bardella aveva 17 o 18 anni ed era un militante del Front national; oggi, a 31 anni, guida il Rassemblement National ed è indicato come candidato premier.
Secondo la ricostruzione giornalistica, l’attuale presidente del partito avrebbe intrattenuto rapporti con Alain Soral, esponente dell’estrema destra franco-svizzera già condannato più volte per posizioni antisemite. Nei messaggi gli vengono attribuite teorie sulla presunta sottomissione della Francia alla logica sionista, sul controllo delle banche da parte degli ebrei e persino sulla sopravvivenza di Adolf Hitler dopo la Seconda guerra mondiale.
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Bardella respinge ogni accusa e definisce quelle pubblicazioni «falsi grossolani», annunciando una denuncia per diffamazione. L’inchiesta mette a confronto quelle vecchie posizioni con l’immagine attuale del dirigente, che oggi si presenta come difensore degli ebrei francesi. Martedì prossimo dovrebbe comunque affiancare Le Pen nella presentazione del piano economico del partito.
Il vantaggio elettorale resta ampio
Il progetto del Rassemblement National prevede tagli per 125 miliardi di euro e vuole proporsi come alternativa alla legge di bilancio del governo. Il piano arriva mentre l’Insee certifica un debito pubblico pari al 119% del Pil, il livello più alto dal 1946, e Lecornu prepara una manovra che richiederà sacrifici per 54 miliardi.
Sul piano elettorale, il sondaggio Toluna-Harris conferma Le Pen come favorita. Se il voto per l’Eliseo si tenesse oggi, la leader del Rassemblement National supererebbe Jean-Luc Mélenchon al ballottaggio con il 69% contro il 31%; contro Édouard Philippe otterrebbe invece il 57% dei voti, lasciando all’ex premier il 43%.
I rilevamenti indicano Mélenchon e Philippe come gli unici rivali con possibilità concrete di raggiungere il secondo turno insieme a Le Pen, dopo il primo appuntamento fissato al 18 aprile. La prospettiva resta però condizionata dalla condanna della leader per frode ai danni dell’Unione europea e dalle tensioni interne ed esterne che in queste ore stanno investendo il suo partito.
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