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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Di Battista, il tumore e l’operazione a Cuba: «Ora penso alle cure

L’ex deputato racconta la diagnosi, l’intervento all’Avana e la scelta di rinviare ogni progetto politico per concentrarsi sulla terapia.

Dopo settimane di polemiche e notizie contraddittorie sulle sue condizioni, Alessandro Di Battista ha raccontato in televisione il percorso affrontato a Cuba: un edema cerebrale provocato da un tumore, le cure iniziali e un’operazione che ha consentito di rimuoverne quasi tutta la massa. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle è intervenuto da casa durante DiMartedì, su La7, parlando anche di politica italiana e internazionale.


La diagnosi e l’intervento all’Avana

I primi sintomi si sono manifestati mentre si trovava a Cuba. I medici hanno individuato rapidamente l’edema cerebrale e hanno impostato una terapia capace di ridurlo, rendendo possibile l’intervento chirurgico. Di Battista ha spiegato che ora dovrà affrontare il percorso terapeutico, con la speranza che dia i risultati attesi.

Nel corso del collegamento ha descritto l’operazione come particolarmente sofisticata, pur essendo stata eseguita in una struttura dove, a suo dire, mancava persino l’acqua. Ha riferito inoltre che al Policlinico Gemelli gli avrebbero riconosciuto l’elevata qualità dell’intervento, realizzato a Cuba con strumenti che in Italia venivano impiegati circa 30 anni fa.


«La priorità è curarmi»

Parlando della malattia, Di Battista ha scelto un tono realistico, senza presentarsi come già fuori pericolo: «Io non sono uno di quelli che dice ce la farò: devo fare le cure e mantenere un atteggiamento positivo». Ha aggiunto di essere seguito adeguatamente e di confidare nel lavoro dei medici.

L’ex parlamentare ha anche respinto le ricostruzioni circolate durante il ricovero, accusando alcuni giornali di avere diffuso informazioni inventate o di averlo dato per morto. Ha ricordato di avere letto, dal letto dell’ospedale, articoli dedicati soprattutto alla discussione sul viaggio e ha definito quella campagna una speculazione legata alla ricerca di clic.

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Il volo e le polemiche politiche

Di Battista ha precisato che il rientro in Italia non sarebbe dovuto avvenire con un volo di Stato, ma con un trasporto sanitario coperto privatamente dalla sua assicurazione. Ha inoltre raccontato che Giorgia Meloni lo aveva contattato quando si trovava all’Avana, manifestandogli solidarietà e invitandolo a non concentrarsi sulle contestazioni relative al volo. Secondo il suo racconto, anche il governo si sarebbe comportato correttamente nei suoi confronti.

Sul piano politico, l’ex deputato ha definito fragile il cosiddetto campo largo e ha criticato il Partito Democratico per la posizione sull’Ucraina, a suo giudizio troppo simile a quella del governo guidato da Meloni. Interpellato su una possibile candidatura alle prossime elezioni politiche, ha escluso un impegno immediato: dovrà iniziare le terapie e intende mettere la salute davanti alla politica, pur volendo continuare a far crescere la propria associazione.

Infine, commentando Roberto Vannacci, ha sostenuto che la continua demonizzazione finisca per rafforzarlo. A suo avviso, vale la formula usata da Beppe Grillo: «Più lo sputi, più si appiccica».

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