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Attualità 3 min di lettura35 min fa

Carne rossa e diabete: il dato che chiama in causa la Neu5Gc

Uno studio francese preliminare collega l’assunzione di Neu5Gc dalla carne a un rischio di diabete più alto del 63%, mentre i latticini non mostrano la stessa associazione.

La quantità di Neu5Gc assunta attraverso la carne potrebbe rappresentare il legame tra un consumo elevato di carne rossa e il diabete di tipo 2. Secondo una ricerca francese preliminare, chi ne introduce di più presenta un rischio di sviluppare la malattia superiore del 63% rispetto a chi ne consuma poca.

I risultati sono stati presentati al congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete, in programma a Milano dal 28 settembre al 2 ottobre, con la partecipazione di 13mila delegati provenienti da tutto il mondo. L’analisi è stata coordinata da Léopold Fezeu dell’Université Sorbonne Paris Nord.


L’infiammazione è il possibile collegamento

La Neu5Gc è uno zucchero prodotto dalla maggior parte dei mammiferi, ma non dall’organismo umano. Si trova soprattutto nella carne di manzo e di agnello, mentre è presente in quantità inferiori nei latticini.

Dopo l’assunzione, questa molecola può essere incorporata nei tessuti umani. Poiché viene riconosciuta come estranea, potrebbe stimolare una risposta immunitaria persistente. L’infiammazione cronica era già stata associata a patologie cardiovascolari e tumori; il nuovo lavoro la indica anche come possibile meccanismo coinvolto nel diabete di tipo 2.

Fezeu ha spiegato che la ricerca rafforza l’ipotesi di un collegamento specifico tra Neu5Gc, consumo di carne e malattia. Ha inoltre precisato: «Non sappiamo ancora quale quantità di Neu5Gc sia sufficiente ad attivare la risposta immunitaria, ma i nostri dati indicano che un’assunzione maggiore è associata a un rischio progressivamente più alto di diabete di tipo 2».


Settemila giorni di diari alimentari

Lo studio ha seguito 89.953 adulti per circa 7 anni. I partecipanti hanno annotato quotidianamente ciò che mangiavano, consentendo ai ricercatori di stimare la quantità di Neu5Gc introdotta con la dieta.

Nell’analisi sono state comprese le carni rosse, cioè manzo, agnello e maiale. Pancetta, salsicce e salumi sono stati invece esaminati separatamente come prodotti trasformati. In base all’apporto di Neu5Gc proveniente dalla carne, i partecipanti sono stati distribuiti in cinque gruppi.

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I consumi più alti e i casi rilevati

Tra gli uomini, il gruppo con i consumi maggiori arrivava a circa 97 grammi di carne rossa al giorno, che diventavano 136 grammi includendo anche quella lavorata. Per le donne, i valori erano rispettivamente di circa 73 e 96 grammi quotidiani.

All’estremo opposto, gli uomini con l’assunzione più bassa consumavano circa 5 grammi di carne rossa al giorno, pari a 21 grammi considerando anche i prodotti lavorati. Tra le donne, le quantità erano rispettivamente di 0 e 9 grammi.

Nel periodo osservato sono stati individuati 966 casi di diabete di tipo 2. Il confronto tra i diversi gruppi ha mostrato che l’aumento della Neu5Gc derivata dalla carne era associato a una crescita del rischio, fino al 63% rispetto alle persone con l’apporto più contenuto.


Dai latticini non emerge lo stesso segnale

La ricerca non ha rilevato un rapporto analogo tra la Neu5Gc proveniente dai latticini e la comparsa del diabete di tipo 2. Il risultato è stato ritenuto compatibile con la minore concentrazione della molecola nel latte vaccino.

A incidere potrebbe essere anche la quantità normalmente consumata: le porzioni di latticini considerate nell’analisi erano infatti più ridotte rispetto a quelle di carne. Lo studio suggerisce quindi che il collegamento osservato riguardi soprattutto la Neu5Gc introdotta attraverso la carne, senza estenderlo automaticamente a tutti gli alimenti che possono contenerla.

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