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Attualità 3 min di lettura58 min fa

Musk scommette sull’IA: “Il futuro migliore è già vicino

Alla Casa Bianca prende forma una nuova linea sull’intelligenza artificiale, tra autoregolamentazione delle aziende e un possibile comitato di vigilanza.

Elon Musk vede nell’intelligenza artificiale e nei robot una possibile via verso un futuro più favorevole, anche se l’automazione potrebbe cancellare numerosi impieghi. Sollecitato a intervenire durante l’incontro alla Casa Bianca, ha sostenuto che il mercato del lavoro non resterà immobile: “Il mondo del lavoro è sempre cambiato”. A suo giudizio, nei prossimi due anni potrebbe emergere uno scenario particolarmente vantaggioso per l’umanità.


Le aziende promettono più controlli

Mark Zuckerberg ha indicato nella fiducia del pubblico il principale obiettivo dell’intesa sottoscritta dai grandi gruppi tecnologici. Le imprese, pur sviluppando sistemi differenti, dovrebbero garantire che i propri strumenti rispettino le finalità per cui sono stati progettati.

Il dirigente ha parlato di verifiche interne, valutazioni indipendenti e controlli affidati anche a soggetti esterni. I consigli di amministrazione dovrebbero inoltre esaminare autonomamente i rapporti degli esperti. Zuckerberg ha definito l’accordo un punto di partenza, non una soluzione definitiva per l’intero settore.


Trump punta sulla corsa globale

L’amministrazione americana non sembra intenzionata a frenare la ricerca, soprattutto mentre la Cina rafforza la propria posizione nel campo dell’intelligenza artificiale. Alla Casa Bianca si sono riuniti Elon Musk, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos e Jensen Huang, insieme ad altri protagonisti dell’industria, per un pranzo con Donald Trump.

Il presidente ha presentato la tecnologia come una svolta superiore a Internet e ha collegato la competizione internazionale alla supremazia economica e strategica. “Chiunque vinca la corsa alla superintelligenza vincerà tutto”, ha affermato, indicando tra i possibili risultati nuove cure e risposte a problemi considerati finora irrisolvibili.

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Un nuovo nome e una vigilanza incerta

Trump ha ribattezzato l’intelligenza artificiale “superintelligenza”, o “Si”, sostenendo che la definizione abituale non renda abbastanza l’idea delle sue potenzialità. Un decreto presidenziale ha formalizzato il cambio di denominazione, accompagnato dall’adesione scritta dei principali esponenti del comparto. Il presidente ha riferito di aver proposto il termine anche a Xi Jinping, che secondo il leader americano lo avrebbe accolto con favore; il presidente cinese, tuttavia, non ha mai utilizzato pubblicamente quella parola.

Sul fronte della sicurezza, Trump affida gran parte della responsabilità alle stesse imprese. Secondo la sua impostazione, i dirigenti non avrebbero interesse a provocare incidenti capaci di danneggiare le proprie società e potrebbero controllarsi reciprocamente. Ha inoltre richiamato il ruolo del Dipartimento di Giustizia, dell’Fbi e della Cia nel contrasto a eventuali soggetti ostili, sostenendo che un uso criminale della tecnologia verrebbe individuato.

Nei prossimi giorni la Casa Bianca dovrebbe indicare un funzionario incaricato di coordinare i rapporti con le aziende e verificare che non abusino delle proprie capacità. Parallelamente, l’amministrazione sta esaminando l’ipotesi di un organismo formato da dieci persone, con il compito di seguire l’intero progetto sull’intelligenza artificiale.

La struttura della futura sorveglianza resta però ancora da definire. Trump ha parlato di un’autoregolamentazione significativa e ha descritto l’accordo sulla superintelligenza come un impegno morale, senza chiarire in modo preciso quali differenze concrete esistano tra la vecchia denominazione e la nuova. Ha anche respinto l’idea che i timori sui rischi siano infondati, accusando i Democratici di sottovalutare il possibile impatto sulla crescita economica.

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