Di Battista, il tumore e le cure: «Ora penso a rimettermi
L’ex deputato ha raccontato il malore a Cuba, l’intervento all’Avana, il trasferimento al Gemelli e le polemiche nate sul suo rientro in Italia.
Alessandro Di Battista ha raccontato in televisione il percorso affrontato dopo il grave malore accusato a fine agosto a Cuba. Collegato con Di Martedì su La7, l’ex deputato del Movimento 5 stelle ha spiegato di avere scoperto la presenza di un tumore dopo un edema cerebrale e di dover ora affrontare le cure nella speranza che risultino efficaci.
Il giornalista e scrittore ha chiarito che i medici cubani hanno ridotto l’edema con una terapia tempestiva, rendendo possibile l’intervento chirurgico. All’Avana gli è stato rimosso quasi tutto il tumore; in seguito, quando le sue condizioni lo hanno consentito, è stato trasferito a Roma e ricoverato al Policlinico Gemelli, dal quale è poi uscito dopo la convalescenza.
Il racconto della malattia e dell’intervento
Durante il collegamento, Di Battista ha spiegato che il malore si è manifestato mentre si trovava a Cuba. La diagnosi ha indicato un edema cerebrale legato alla presenza della massa tumorale, affrontata inizialmente con le cure somministrate dai sanitari dell’isola.
All’operazione all’Avana ha partecipato anche una squadra arrivata appositamente dal Gemelli di Roma. Di Battista ha riferito che, secondo quanto gli è stato spiegato nella struttura romana, si è trattato di un intervento molto complesso, realizzato in un ospedale dove mancava persino l’acqua e con tecnologie che in Italia sarebbero state utilizzate circa 30 anni fa. Ha comunque riconosciuto la freddezza e la preparazione del neurochirurgo che lo ha operato.
«A non mollare devono essere i medici»
Parlando del futuro, l’ex parlamentare ha preso le distanze dalla retorica della battaglia personale contro la malattia. «Quelli che non devono mollare sono i dottori», ha detto, spiegando che per lui la priorità consiste nel seguire le terapie, mantenere abitudini il più possibile sane e conservare un atteggiamento positivo.
Di Battista ha aggiunto di sentirsi oggi in condizioni migliori, pur con giornate più difficili di altre. Ha raccontato di essere andato al mare a mangiare una frittura di pesce e di cercare, giorno dopo giorno, di recuperare piccoli spazi di normalità e autonomia.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Le polemiche sul rientro dall’Avana
Nel corso dell’intervista ha ricordato anche le discussioni nate mentre si trovava ancora ricoverato. Secondo il suo racconto, alcuni commenti lo accusavano di avere utilizzato voli di Stato, proprio mentre lottava tra la vita e la morte. Il rientro in Italia, ha precisato, è avvenuto invece con un volo sanitario coperto dalla sua assicurazione.
Di Battista ha criticato inoltre alcuni organi di informazione, accusandoli di avere diffuso notizie infondate sulle sue condizioni, fino a darlo per morto più volte o a inventare bollettini medici. Ha raccontato che, quando era ancora all’ospedale dell’Avana, lesse persino di un coma dal quale sarebbe uscito senza sapere di esserci mai entrato.
La solidarietà di Giorgia Meloni
L’ex deputato ha infine parlato dei rapporti con il governo e con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ha detto di avere ricevuto solidarietà dalle istituzioni e ha riferito che Meloni lo avrebbe contattato personalmente durante il ricovero a Cuba.
Secondo Di Battista, in quella telefonata la presidente del Consiglio gli consigliò di non dare peso alle polemiche sul presunto volo di Stato, ipotesi che, ha ribadito, non sarebbe mai stata presa in considerazione.
Continua a leggere
Musk scommette sull’IA: “Il futuro migliore è già vicino
Alla Casa Bianca prende forma una nuova linea sull’intelligenza artificiale, tra autoregolamentazione delle aziende e un possibile comitato di vigilanza.
20% in meno ai vertici Usa: la stretta di Hegseth
Il segretario alla Guerra americano prepara una drastica revisione della catena di comando, con l’obiettivo di destinare più risorse alle truppe operative.
Carne rossa e diabete: il dato che chiama in causa la Neu5Gc
Uno studio francese preliminare collega l’assunzione di Neu5Gc dalla carne a un rischio di diabete più alto del 63%, mentre i latticini non mostrano la stessa associazione.
Fuori su cauzione dopo 41 anni: il Dna riapre il caso Carter
Douglas Carter, condannato a morte nello Utah per l’omicidio di Eva Olesen, attende un nuovo processo dopo che le tracce genetiche hanno escluso il suo profilo.