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Attualità 3 min di lettura12 ore fa

Targhe polacche, il conto degli incidenti: 60mila auto nel mirino

Il sistema può ridurre i costi assicurativi fino al 70%, ma nuove verifiche e regole potrebbero chiudere la strada alle immatricolazioni estere fittizie.

Il fenomeno delle auto italiane che viaggiano con immatricolazione polacca non riguarda soltanto il risparmio sulla polizza. Sono oltre 60mila i veicoli con targa della Polonia presenti stabilmente in Italia e, dietro una parte di questi casi, potrebbero esserci intestazioni societarie utilizzate soltanto sulla carta. Il problema diventa particolarmente delicato quando si verifica un incidente e la copertura assicurativa non risulta valida.


Gli incidenti fanno crescere l’allarme

Secondo le stime dell’ufficio polacco degli assicuratori automobilistici, più dell’80% delle vetture coinvolte nel fenomeno sarebbe concentrato nell’area di Napoli. Nel nostro Paese, gli incidenti collegati ad automobili con targa polacca sono stati 8mila, con 514 episodi senza assicurazione.

Il dato è aumentato nel 2025, quando i sinistri sono saliti a 11mila e quelli privi di copertura hanno raggiunto quota 1.300. Nei primi otto mesi del 2026, le richieste di risarcimento riferite in Italia a veicoli polacchi non assicurati hanno già toccato 35 milioni di zloty, quasi 8 milioni di euro: una cifra vicina al doppio dei circa 16 milioni registrati nell’intero 2025.


Come funziona l’intestazione estera

Il meccanismo, già sperimentato in passato con targhe tedesche e bulgare, prevede che il proprietario italiano trasferisca formalmente la vettura a una società con sede in Polonia. Dopo la cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico, l’auto viene immatricolata nello Stato estero e rientra nella disponibilità del precedente titolare attraverso un noleggio o una locazione finanziaria.

Sul piano documentale il passaggio può apparire regolare, ma in numerosi casi la società straniera e il trasferimento del mezzo esisterebbero soltanto nei documenti. Il vantaggio cercato è soprattutto economico: la polizza può costare fino al 70% in meno. Quando però l’auto provoca un sinistro, la verifica dell’effettiva assicurazione e dell’identità del responsabile può diventare più complessa.


Le indagini hanno già trovato anomalie

Un controllo della Guardia di Finanza su un’agenzia di pratiche automobilistiche di Napoli ha portato al ritrovamento di 21 targhe polacche, 14 carte di circolazione e sei contratti di compravendita. Il materiale ha alimentato i sospetti su immatricolazioni estere prive di un reale spostamento dei veicoli.

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A marzo, inoltre, la polizia polacca ha arrestato sette persone nell’ambito di un’inchiesta che riguardava 1.500 mezzi registrati in Polonia. Le contestazioni riguardavano revisioni mai svolte e presunti episodi di corruzione di funzionari locali. Gli investigatori ritengono che quelle automobili fossero rimaste sempre in Italia, nonostante documenti e targhe polacche.


La stretta prevista dalle nuove regole

Il ministero dell’Interno e quello dei Trasporti intendono rendere obbligatoria l’iscrizione al Registro Veicoli Esteri per le automobili immatricolate oltreconfine ma utilizzate in modo continuativo sul territorio italiano. La misura dovrebbe essere accompagnata da regole più rigide sulle assicurazioni.

Con il nuovo Codice della strada, una volta registrato il veicolo la copertura obbligatoria potrà essere garantita soltanto da una compagnia italiana oppure da un’impresa autorizzata a operare nel nostro Paese. Una circolare del ministero dell’Interno, datata 13 agosto, ha inoltre comunicato alle forze dell’ordine la disponibilità dei collegamenti con i portali del governo polacco.


Controlli incrociati e revisioni più severe

Gli agenti possono così consultare in tempo reale le informazioni relative alle carte di circolazione, alle assicurazioni obbligatorie e alle patenti emesse in Polonia. L’obiettivo è verificare più rapidamente se il veicolo e i suoi documenti corrispondano alla situazione reale.

Anche gli assicuratori polacchi chiedono controlli aggiuntivi. In occasione della prima revisione, vorrebbero che fosse presentata una documentazione fotografica capace di dimostrare la presenza effettiva dell’automobile entro i confini della Polonia.

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