Tajani avverte Israele: la sicurezza non passa dai villaggi palestinesi
Il ministro degli Esteri difende la nascita di uno Stato palestinese e chiede il disarmo di Hamas e stabilità nella Striscia di Gaza
La sicurezza di Israele, secondo Antonio Tajani, non può essere perseguita colpendo la popolazione palestinese. Il ministro degli Esteri ha ribadito la posizione italiana a Istanbul, dopo l’annuncio di Benjamin Netanyahu su una «chiusura totale» della Cisgiordania.
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Tajani boccia la chiusura dei territori
Commentando la decisione annunciata dal primo ministro israeliano, Tajani ha espresso contrarietà al blocco della Cisgiordania. Nel suo intervento ha richiamato in particolare la situazione dei villaggi cristiani, definendoli comunità pacifiche che non possono essere trattate come un bersaglio nella ricerca di una soluzione al problema della sicurezza.
«Non è colpendo la popolazione palestinese, soprattutto i pacifici villaggi cristiani, che si risolve il problema della sicurezza di Israele», ha affermato il ministro. La sua posizione lega la tutela dello Stato israeliano alla necessità di evitare nuove conseguenze sulla popolazione civile palestinese.
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Lo Stato palestinese resta un obiettivo
Tajani ha inoltre confermato il sostegno italiano alla nascita di uno Stato palestinese. L’obiettivo, ha spiegato, è permettere al popolo palestinese di realizzare il proprio progetto nazionale e di vivere accanto a Israele, la cui sicurezza deve comunque essere garantita.
«Bisogna disarmare Hamas, bisogna che ci sia stabilità a Gaza», ha detto il ministro, indicando nel completo disarmo dei gruppi terroristici una condizione essenziale. Tajani ha quindi sostenuto che la stabilità nella Striscia e l’esclusione dei terroristi dal campo d’azione debbano procedere insieme al riconoscimento dell’importanza di uno Stato palestinese.
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