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Attualità 2 min di lettura20 min fa

Manifestazioni del 24 ottobre, scatta il piano sicurezza: 18 città nel mirino

Dopo i disordini di Milano, la Digos ha perquisito abitazioni e persone in 18 centri italiani mentre il governo prepara nuovi controlli e aree interdette

Il dispositivo di sicurezza per le manifestazioni del 24 ottobre non riguarda soltanto Milano. Dopo gli scontri del fine settimana precedente, le autorità hanno esteso le verifiche a 18 città e predisposto un rafforzamento dei controlli, con l’impiego di più militari e l’ipotesi di nuove zone rosse.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha collegato le perquisizioni alle indagini sui disordini del 17 e 18 ottobre e alle minacce circolate in alcune chat. A margine di un incontro in Prefettura a Treviso, ha sostenuto che l’attività investigativa sta facendo emergere nuovi elementi: «Si è cominciato ad aprire, a squarciare il velo o più veli su questo fenomeno».

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L’allerta si allarga oltre Milano

Le manifestazioni principali sono attese a Milano, ma l’attenzione degli investigatori si è concentrata anche su altri territori. Piantedosi ha indicato Roma come il caso più delicato, perché nella capitale sono state annunciate quattro iniziative, e ha spiegato che vengono monitorate eventuali forme di mobilitazione analoghe in altre città.

Il ministro non ha però attribuito con certezza i disordini a un’unica regia. Secondo la ricostruzione in corso, potrebbe esserci stato un coordinamento tra i partecipanti, ma restano aperte diverse possibilità: un movimento nato spontaneamente dal basso, l’azione di più reti distribuite sul territorio nazionale oppure l’intervento organizzato da soggetti ancora da identificare.

Per questo le verifiche puntano anche sui canali utilizzati per diffondere messaggi, convocare persone e alimentare la partecipazione alle proteste. L’obiettivo, oltre alla tutela dell’ordine pubblico, è individuare eventuali reti di comunicazione e di sollecitazione.


Perquisizioni in 18 città

Nella mattinata di venerdì 23 ottobre, la Digos ha eseguito controlli domiciliari e personali con il coordinamento dell’autorità giudiziaria o su propria iniziativa. Le persone coinvolte sono circa 100, tra cui 51 minorenni già identificati durante gli episodi avvenuti tra sabato 17 e domenica 18 ottobre.

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Le operazioni hanno interessato Arezzo, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Como, Firenze, Genova, Lodi, Napoli, Pescara, Padova, Cremona, Verbania, Aosta, Monza, Varese e Verona. Gli accertamenti rientrano nell’indagine sui disordini e sulle comunicazioni contenenti minacce di stupro.


Rinforzi e aree interdette

In vista degli appuntamenti del 24 ottobre sono stati potenziati anche i reparti prevenzione crimine della Polizia di Stato e le squadre di intervento operativo dei Carabinieri. Si tratta di unità aggiuntive rispetto agli organici ordinari, destinate a una presenza più visibile nelle aree considerate maggiormente esposte.

Piantedosi ha riferito che il piano per Milano è stato predisposto in ogni aspetto possibile e che i dispositivi sono stati rafforzati. L’impiego dei reparti mobili sarà accompagnato dall’istituzione di zone rosse, considerate uno strumento di supporto e non una risposta risolutiva a ogni problema.

Queste aree serviranno a dare indicazioni operative più precise agli agenti e a consentire l’allontanamento di persone ritenute moleste in determinati contesti. Il ministro ha aggiunto che la misura è stata accolta positivamente dai residenti e che i rinforzi possono operare con maggiore efficacia quando dispongono di un quadro organizzativo definito.

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