Attacco vicino Parigi: l’ipotesi razzista entra nell’inchiesta
Gli investigatori valutano anche il possesso di armi automatiche e il possibile legame con un’organizzazione terroristica.
A pesare sull’inchiesta non è soltanto la presenza di armi automatiche, comprese quelle capaci di sparare a raffica. Tra le ipotesi contestate figura anche la preparazione di reati contro le persone attraverso un’organizzazione criminale di matrice terroristica.
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Armi automatiche sotto esame
Il fascicolo comprende l’ipotesi di detenzione illecita di armamenti appartenenti alla categoria A. In questa classificazione rientrano, tra gli altri, i dispositivi automatici in grado di effettuare raffiche.
L’indagine punta inoltre a chiarire se il possesso delle armi sia collegato a un progetto più ampio, riconducibile alla pianificazione di violenze contro persone. La procura valuta quindi anche l’eventuale esistenza di un’associazione criminale con finalità terroristiche.
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L’aggravante legata alla discriminazione
Nel procedimento è stata inserita anche l’ipotesi di omicidio collegato a un’iniziativa terroristica. A questa contestazione si aggiunge l’aggravante prevista quando il movente riguarda l’appartenenza, effettiva o attribuita, a una razza, un’etnia, una nazionalità o una religione.
La Procura Nazionale Antiterrorismo francese ha assunto la guida degli accertamenti dopo l’attacco armato avvenuto a Trappes e La Verrière, nell’area di Parigi. L’apertura formale dell’inchiesta è stata comunicata dalla stessa struttura antiterrorismo.
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