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Attualità 4 min di lettura3 ore fa

Sei crisi, ma le imprese resistono: Bergamo cerca la ricetta per crescere

Dal 6 all’8 novembre il Festival dell’Impresa riunirà a Bergamo circa 300 ospiti per discutere innovazione, lavoro, competitività e futuro industriale.

«Negli ultimi sei anni le imprese italiane hanno dovuto affrontare una successione di crisi che, prese singolarmente, sarebbero state sufficienti a mettere in difficoltà interi sistemi industriali». Filiberto Zovico, fondatore di ItalyPost e direttore del Festival dell’Impresa, riassume così il contesto da cui nasce l’edizione 2026 della manifestazione.

Zovico sottolinea che, nonostante pandemia, guerra in Ucraina, inflazione, emergenza energetica, dazi e instabilità geopolitica, molte aziende hanno continuato a investire, innovare e crescere. Allo stesso tempo, ricorda, non mancano le realtà in affanno e i comparti esposti a un possibile ridimensionamento: il Festival proverà quindi a capire quali fattori permettono ad alcune imprese di reagire meglio di altre.

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Bergamo premia chi continua a crescere

Nel calendario della manifestazione trova spazio l’incontro dedicato alle 1.000 imprese Best Performer della provincia di Bergamo. L’appuntamento valorizza le società che si sono distinte per risultati economici, solidità finanziaria e capacità di sviluppo.

Il programma comprenderà anche la quinta edizione del Premio Letteratura d’Impresa. Dieci libri finalisti, divisi tra narrativa e saggistica, saranno presentati insieme ai loro autori prima della cerimonia conclusiva con proclamazione e premiazione.


Un confronto oltre l’emergenza

Il filo conduttore dell’edizione sarà «Crescere nonostante». L’obiettivo è osservare il futuro dell’economia italiana a partire dalle strategie concrete adottate dalle imprese, senza limitarsi all’elenco degli ostacoli che stanno affrontando.

Tra le domande centrali ci sarà quella sul destino industriale del Paese. Venerdì 6 novembre alle 18 Emma Marcegaglia, presidente di Marcegaglia Holding, e Ferruccio de Bortoli discuteranno se l’Italia possa conservare il proprio ruolo di nazione manifatturiera. Al confronto parteciperanno aziende molto diverse: grandi gruppi, imprese familiari, realtà specializzate e società capaci di mantenere redditività anche nei periodi più complessi.


Tecnologia, energia e lavoro cambiano tutto

Una parte rilevante degli appuntamenti sarà dedicata al legame tra energia, sostenibilità e forza competitiva dell’industria. Si parlerà di elettrificazione, riduzione dei consumi, prezzi dell’energia e prospettive del sistema produttivo.

Spazio anche alle tecnologie che stanno modificando i processi industriali, dall’aerospazio alla robotica, comprese le applicazioni umanoidi. L’intelligenza artificiale sarà esaminata soprattutto per i suoi effetti su mansioni, competenze, organizzazione aziendale, occupazione e produttività, con un confronto rivolto a imprese, lavoratori e istituzioni.


Le scelte quotidiane delle aziende

Il tema della produttività sarà affrontato sia sul terreno delle politiche economiche sia attraverso le esperienze di imprese impegnate a rivedere procedure, strutture e sistemi di gestione. Sei sezioni specifiche saranno dedicate allo sviluppo e al governo delle aziende.

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Imprenditori, amministratori delegati, direttori finanziari, responsabili delle attività operative e manager analizzeranno questioni come l’organizzazione dei processi, la crescita della classe dirigente, la gestione del personale, le acquisizioni, il reperimento dei finanziamenti e l’espansione sui mercati esteri. L’attenzione sarà rivolta in particolare ai problemi concreti delle piccole e medie imprese.


Filiere, responsabilità e scenari politici

Il programma esaminerà inoltre le trasformazioni in corso nel confezionamento industriale, nella manifattura e nel settore automobilistico. Per quest’ultimo saranno approfonditi il cambiamento tecnologico e la capacità delle filiere europee di restare competitive.

Un altro appuntamento riguarderà la responsabilità delle aziende lungo le catene produttive. Il dibattito si allargherà poi alle trasformazioni della società contemporanea, con un incontro sulla politica italiana insieme a Stefano Feltri.


Tre giornate tra economia e innovazione

L’apertura è prevista venerdì 6 novembre, dalle 10 alle 13, alla Camera di Commercio di Bergamo. Dopo i saluti istituzionali, Ferdinando Giugliano, direttore dell’Ispi, affronterà le sfide geopolitiche per le imprese; Matteo Bresciani presenterà inoltre una ricerca di Deloitte, che partecipa al Festival con un contributo di analisi.

La manifestazione è promossa da ItalyPost Group insieme al Comune di Bergamo, alla Camera di Commercio di Bergamo e a Confindustria Bergamo. Brembo e Intesa Sanpaolo saranno partner principali, mentre Kilometro Rosso collaborerà all’iniziativa e Deloitte contribuirà sul piano della ricerca.


La chiusura al Kilometro Rosso

Il Festival riunirà circa 300 protagonisti, compresi i moderatori, distribuiti in oltre 90 appuntamenti nell’arco di tre giornate. Tra gli ospiti figurano, tra gli altri, Vittorio Colao, Elsa Fornero, Francesco Giavazzi, Francesco Profumo, Oscar Farinetti, Frank Furedi, Roberto Battiston, Amalia Ercoli Finzi, Sylvie Goulard, Giorgio Gori, Giuliano Noci, Marco Bentivogli, Tommaso Valletti e Gianmario Verona.

La conclusione è fissata per domenica 8 novembre, dalle 10 alle 13, al Kilometro Rosso. Ad aprire la mattinata sarà Gregorio De Felice, capo economista di Intesa Sanpaolo, con un intervento dal titolo «L’industria che resiste».

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