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Attualità 3 min di lettura57 min fa

Tajani annuncia un astronauta italiano per Axiom 5

La filiera nazionale vale oltre 21 miliardi, con 15 distretti e una forte presenza di piccole imprese

L’Italia punta a partecipare con un proprio astronauta alla missione privata Axiom 5, diretta verso la Stazione Spaziale Internazionale da gennaio 2027. L’annuncio è arrivato da Antonio Tajani durante gli Stati Generali dell’economia dello spazio, ospitati alla Farnesina.

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La missione con Axiom Space

Il nome più probabile per il volo è quello di Walter Villadei, che potrebbe essere coinvolto insieme ad Axiom Space. La proposta sarà esaminata dal Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e alla ricerca aerospaziale nella prossima riunione.

«Dobbiamo essere protagonisti della quinta missione spaziale di Axiom», ha detto Tajani, spiegando che il progetto dovrebbe coinvolgere la comunità scientifica e i territori italiani. Il ministro degli Esteri ha collegato l’iniziativa alla cooperazione con gli Stati Uniti e al programma Artemis, nel quale l’Italia è tra i Paesi partner e che prevede il ritorno dell’uomo sulla Luna.

Tajani ha inoltre indicato la necessità di rafforzare i rapporti con Canada, Francia, Germania, Argentina, Cina, Giappone, India, Emirati Arabi Uniti e Kenya. Il 15 dicembre Roma ospiterà poi la riunione ministeriale intermedia dell’Agenzia Spaziale Europea, mentre Luca Parmitano è atteso tra i protagonisti della prossima missione del programma lunare.


Il peso dell’industria italiana

Secondo Tajani, il comparto aerospaziale nazionale produce più di 21 miliardi di euro di ricavi. La rete industriale conta 15 distretti distribuiti sul territorio e oltre l’80% delle aziende appartiene alla categoria delle piccole e medie imprese.

Nel Lazio, uno dei principali poli del settore, sono attive 360 imprese con 23.500 addetti e un giro d’affari pari a 5 miliardi di euro. I distretti mettono in contatto grandi gruppi, aziende più piccole, nuove imprese, atenei e centri di ricerca, favorendo la partecipazione italiana alle catene internazionali del valore.

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Una rilevazione del Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio e di Confindustria indica per il 2024 ricavi pari a 3,1 miliardi di euro, il 63% in più rispetto al 2021. Nello stesso periodo, il numero degli occupati è salito da circa 5.900 a 8.900, con una crescita del 51%.


Ricerca, export e regole

La stessa analisi ha censito 38 grandi imprese, 220 piccole e medie aziende, 18 startup, 38 enti di ricerca e 24 università. Gli investimenti in ricerca e sviluppo rappresentano il 5% dei ricavi del comparto. Una stima più ampia, realizzata da Istat e Agenzia Spaziale Italiana, porta invece la produzione dell’economia dello spazio a circa 8 miliardi di euro, con 2 miliardi di valore aggiunto e più di 23.000 lavoratori.

Tajani ha ricordato anche il peso delle vendite italiane all’estero: nel 2025 hanno raggiunto 643 miliardi di euro e nei mercati fuori dall’Unione europea sono aumentate del 5,8%. Le esportazioni legate allo spazio valgono circa 8 miliardi, mentre il 15 dicembre l’Italia presiederà l’appuntamento europeo già annunciato alla Farnesina.

Giorgio Marsiaj, vicepresidente di Confindustria per l’Aerospazio, ha presentato la diplomazia spaziale come uno strumento per creare accordi industriali e aprire nuovi sbocchi commerciali. Dal 6 al 15 dicembre una delegazione italiana sarà negli Stati Uniti, con ICE Agenzia e l’Ambasciata italiana a Washington, per incontrare realtà produttive in quattro aree: Washington e Maryland, Arizona, Indiana e North Carolina.

Marsiaj ha chiesto rapporti più stabili tra istituzioni e aziende, garanzie per gli approvvigionamenti e norme italiane ed europee uniformi. Durante l’incontro, il ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso ha richiamato la necessità di «evitare che lo spazio diventi terra di nessuno senza regole».

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