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Attualità 3 min di lettura23 set

Taiwan e dazi, Xi prepara la stretta su Trump a Washington

Il faccia a faccia tra Xi Jinping e Donald Trump si giocherà su commercio, intelligenza artificiale e crisi internazionali, con Taiwan come nodo più sensibile.

“La sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina non possono essere violati e quattro linee rosse – la questione di Taiwan, la democrazia e i diritti umani, i percorsi e i sistemi di sviluppo e il diritto allo sviluppo – non possono essere messe in discussione”, ha affermato l’ambasciatore cinese negli Stati Uniti, Xie Feng, in un’intervista al Quotidiano del Popolo. È questo il perimetro entro cui si muoverà il confronto con Donald Trump, mentre Pechino prova a ottenere margini di manovra su più fronti contemporaneamente.


Taiwan resta il dossier più sensibile

Per la leadership cinese il capitolo Taiwan non è negoziabile, e proprio su quel terreno Xi Jinping intende spingere. Secondo Reuters, la richiesta che porterà al tavolo riguarda l’interruzione delle vendite di armamenti statunitensi a Taipei.

Il Wall Street Journal ha scritto che l’obiettivo di Pechino è ottenere da Trump un’esposizione contro l’indipendenza dell’isola, in coerenza con il principio dell’Unica Cina, riconosciuto formalmente anche da Washington. Ma un passo del genere appare tutt’altro che semplice da ottenere.


La partita commerciale pesa più della forma

A Washington, intanto, ha fatto discutere anche la scelta del tappeto rosso riservato da Trump all’arrivo del presidente cinese. Tuttavia, il nodo centrale dell’incontro non è cerimoniale: la posta vera riguarda le intese da confermare o rafforzare dopo la visita di maggio del tycoon a Pechino.

Sul piano economico, il primo tema sul tavolo sarà quello dei dazi. La guerra commerciale avviata da Trump all’inizio del mandato ha agitato mercati e alleanze, soprattutto in Occidente, e ha mostrato rapidamente i propri limiti anche per gli Stati Uniti. Per questo si discuterà della proroga della tregua concordata quasi un anno fa e in scadenza nel prossimo novembre.


Pechino potrebbe muoversi sugli acquisti agricoli

Per rendere possibile un rinnovo senza scosse e andare incontro alla richiesta americana di ridurre il deficit commerciale, la Cina potrebbe accettare, secondo il New York Times, di comprare più prodotti agricoli. È una delle opzioni allo studio per evitare un nuovo strappo tra le due economie.

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Resta però complicato trovare un punto di equilibrio anche sul capitolo della sicurezza legata all’intelligenza artificiale. Nelle ultime settimane i vertici delle principali piattaforme impegnate nello sviluppo dell’IA hanno lanciato un allarme, ma nessuna delle grandi potenze sembra intenzionata a rallentare davvero la corsa tecnologica.


Guerre e tecnologia, il compromesso è lontano

Proprio per questo, un’intesa su regole e limiti per il settore appare ancora distante. Ogni attore vuole evitare di ritrovarsi in svantaggio rispetto agli altri, e il confronto rischia di restare bloccato su una competizione senza freni.

Trump punta anche a un ruolo più attivo di Pechino nelle crisi internazionali. Il presidente americano cerca una via d’uscita soprattutto dalla guerra in Medio Oriente, che ha avuto ripercussioni finanziarie e commerciali a livello globale, e vorrebbe che la Repubblica Popolare esercitasse pressione sugli alleati russo e iraniano.

In questo quadro, il bilaterale con Xi Jinping assume un significato che va oltre il protocollo. Dopo la tappa di maggio in Cina, Washington e Pechino si ritrovano a discutere di commercio, tecnologia e conflitti, ma il vero banco di prova resta la capacità di avvicinarsi almeno su alcune grandi questioni internazionali.

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