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Attualità 2 min di lettura14 ore fa

Spari a Plovdiv, il Botev si ferma: ucciso il suo presidente

Iliyan Filipov, imprenditore di 53 anni e azionista di maggioranza del club, è stato colpito nella notte: rinviate partite e allenamenti a porte chiuse

Il Botev Plovdiv ha sospeso la propria attività sportiva dopo la morte di Iliyan Filipov, ucciso nella notte tra lunedì e martedì a Plovdiv. La gara contro il Septemvri Sofia è stata cancellata, mentre il club ha scelto il silenzio stampa per accompagnare il lutto.


Il club si ferma dopo l’omicidio

La società ha comunicato il rinvio anche di tutti gli incontri delle formazioni giovanili previsti nel fine settimana. La prima squadra, invece, lavorerà senza pubblico fino alla partita con lo Slavia, fissata per il 10 ottobre.

Nel messaggio diffuso dal Botev, Filipov viene ricordato come l’uomo che aveva dedicato energie e ambizioni alla costruzione di una squadra forte e compatta, capace di rappresentare con orgoglio l’intera città. La nota si chiude con le parole “Botev è eterno!”.


La dinamica resta sotto esame

Filipov aveva 53 anni ed era una figura importante dell’imprenditoria bulgara. Fondatore di PIMK, azienda attiva nei trasporti, operava anche nel settore edilizio; dal 2025 ricopriva il ruolo di presidente del Botev Plovdiv ed era il principale azionista della società.

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L’agguato è avvenuto intorno all’una di notte. Secondo le prime ricostruzioni, l’imprenditore sarebbe stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco alla testa. Gli investigatori hanno isolato la zona interessata dalle verifiche e imposto restrizioni al traffico su varie strade di Plovdiv.


Paura per i legami criminali

L’assassinio riporta nel calcio bulgaro il timore di un ritorno delle pressioni della criminalità organizzata, già emerse con forza tra gli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio. In quella fase i cosiddetti “Mutri”, esponenti della mafia locale, utilizzavano il mondo del calcio per consolidare il proprio potere e riciclare denaro.

La stessa Plovdiv aveva già conosciuto episodi di sangue legati al pallone. Nel 2005 erano stati uccisi Nikolai Popov e Georgi Iliev, due dirigenti di primo piano del Lokomotiv, l’altra principale squadra cittadina.

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