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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Tabacco, l’industria Ue propone di vietare le sigarette

La Commissione europea presenterà a dicembre le nuove regole, mentre otto governi chiedono limiti sui prodotti alla nicotina

L’industria del tabacco sta proponendo di vietare le sigarette tradizionali, chiedendo però norme meno rigide per i prodotti alternativi alla nicotina. La Commissione europea dovrebbe presentare a dicembre il progetto di revisione delle regole.

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Il confronto sui prodotti alla nicotina

A sostenere questa posizione è Marco Hannappel, presidente europeo di Philip Morris International. «Perché non vietiamo le sigarette invece di vietare prodotti che offrono soluzioni migliori? Non capisco», ha dichiarato in un’intervista. Per l’azienda, i dispositivi alternativi potrebbero sostituire gradualmente il consumo tradizionale.

Philip Morris International ha già indicato che il 50% del proprio fatturato deriva dai nuovi prodotti a base di nicotina. Il settore li considera meno dannosi delle sigarette, mentre le organizzazioni sanitarie temono che una disciplina distinta possa tradursi in controlli più deboli.

La posizione dell’industria si contrappone a quella di otto governi dell’Unione europea, con i Paesi Bassi in prima fila. In una lettera alla Commissione hanno chiesto di bloccare l’immissione sul mercato di nuovi articoli contenenti nicotina, o sostanze simili, e dei dispositivi utilizzati per assumerli.


Oltre 400 incontri in Parlamento

La discussione è accompagnata da una forte attività di rappresentanza degli interessi. Secondo Smoke Free Partnership, dall’estate del 2024 gli eurodeputati hanno registrato più di 400 appuntamenti con esponenti dei comparti del tabacco e della nicotina.

Il dato supera nettamente quello della legislatura 2019-2024, quando gli incontri dichiarati erano stati circa cento. Il gruppo più coinvolto è quello composto da Partito popolare europeo, Conservatori e riformisti e Patrioti per l’Europa: a queste formazioni è riconducibile il 75% degli appuntamenti promossi dall’industria.

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Il peso dell’Italia nelle trattative

Gli eurodeputati italiani sono stati incontrati più spesso rispetto ai rappresentanti di qualsiasi altra delegazione nazionale. Le ricostruzioni di Politico indicano che almeno un italiano partecipava a oltre un incontro su cinque tra parlamentari e industria.

Il ruolo di Roma è legato anche alla posizione che l’Italia potrebbe assumere nel Consiglio dell’Unione europea. Il Paese dispone di un peso politico rilevante ed è inoltre il principale produttore europeo di foglie di tabacco.


La revisione delle norme europee

Il progetto della Commissione riguarda la direttiva quadro sui prodotti del tabacco. Il testo dovrà occuparsi della fabbricazione, della vendita, della pubblicità e della presentazione delle sigarette e degli articoli collegati.

Tra i punti più delicati figurano il tabacco riscaldato, le sigarette elettroniche e le bustine di nicotina. L’obiettivo dichiarato dalle istituzioni europee è arrivare entro il 2040 a una generazione libera dal tabacco, riducendo l’esposizione alle sostanze che creano dipendenza e le malattie associate al fumo.

La Commissione non ha ancora chiarito quali prodotti saranno interessati da eventuali divieti né quale trattamento riserverà alle diverse categorie. Le indicazioni ufficiali sono attese a dicembre.

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