Sudafrica, Anc al 32%: coalizioni locali in bilico
Il partito di Cyril Ramaphosa perde terreno dopo il 40% ottenuto alle elezioni nazionali del 2024
L’African National Congress si avvia verso il risultato peggiore della sua storia elettorale: alle municipali sudafricane del 4 novembre ha raccolto circa il 32% dei voti, secondo le stime con lo spoglio quasi concluso.
Il dato apre una fase d’incertezza per la formazione delle amministrazioni locali. La Democratic Alliance si è attestata intorno al 24%, mentre in diversi centri metropolitani potrebbe essere necessario ricorrere ad accordi tra partiti.
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Il calo dell’ANC
Rispetto al 40% conquistato alle elezioni nazionali del 2024, l’ANC ha perso almeno 8 punti percentuali. Il confronto con il 45,6% di una precedente tornata elettorale evidenzia una flessione vicina ai 14 punti.
La perdita di consenso ha già avuto una conseguenza istituzionale: nel 2024 il partito non ha più conservato la maggioranza parlamentare che deteneva dalla fine dell’apartheid, nei primi anni Novanta. Da allora la formazione guidata dal presidente Cyril Ramaphosa governa insieme alla Democratic Alliance in un esecutivo nazionale condiviso.
Coalizioni nelle grandi città
La Democratic Alliance è avanti a Città del Capo, Johannesburg e Pretoria. A Johannesburg, Pretoria e in altre municipalità metropolitane, tuttavia, i numeri non sembrano garantire una maggioranza autonoma e il governo dei territori potrebbe dipendere da intese locali.
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La composizione dei futuri schieramenti amministrativi non è ancora definita. Gli equilibri nazionali tra ANC e Democratic Alliance, già sottoposti a contrasti tra i due principali partiti dell’esecutivo, potrebbero quindi essere modificati dal voto municipale.
Le difficoltà del partito
Il risultato rappresenta un ulteriore problema per Ramaphosa, presidente dal 2018 e promotore dell’accordo di governo nazionale nato dopo le elezioni di due anni fa.
La crisi dell’ANC prosegue da tempo e il consenso raccolto nelle amministrazioni locali risente anche dei disservizi presenti nelle 257 municipalità chiamate alle urne. Gli esiti definitivi determineranno ora quali alleanze saranno necessarie per amministrare i comuni senza una maggioranza piena.
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