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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Sud del Libano, mandato dell'Unifil in scadenza il 31 dicembre

L’esercito israeliano ha mostrato immagini di tre siti nel Sud del Libano; la missione Onu termina il 31 dicembre.

L’esercito israeliano ha accusato Unifil di non aver impedito la presenza di armi di Hezbollah a circa 100 metri dai caschi blu nel Sud del Libano. La missione delle Nazioni Unite ha respinto l’ipotesi di poter procedere al disarmo con la forza.

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Le contestazioni di Israele

Le Forze di difesa israeliane hanno consegnato fotografie relative a tre località situate nel Sud del Libano. Secondo la loro ricostruzione, nei pressi delle postazioni della missione internazionale sarebbero presenti armamenti riconducibili a Hezbollah.

L’accusa rivolta a Unifil è di non avere svolto adeguatamente il proprio incarico. L’esercito israeliano ha sostenuto che «Unifil ha fallito», indicando nella vicinanza tra le armi e i militari delle Nazioni Unite uno degli elementi alla base della contestazione.

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La posizione dei caschi blu

La missione ha chiarito che il mandato affidatole non comprende la possibilità di togliere le armi ai gruppi presenti sul territorio attraverso un intervento coercitivo. La replica è stata netta: «Non è nostro compito disarmarli con la forza».

Unifil opera nel Sud del Libano con una partecipazione italiana e il suo attuale mandato è destinato a scadere il 31 dicembre. Il confronto riguarda quindi sia l’interpretazione dei compiti assegnati ai caschi blu sia il controllo delle aree vicine alle loro basi.

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