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Attualità 1 min di letturaAggiornato 43 min fa

Inondazioni a Gaza, oltre 400mila sfollati sono a rischio

L’Anp denuncia tende deteriorate e chiede accesso immediato agli aiuti; l’Onu segnala scorte insufficienti per l’inverno.

Aggiornamento delle 15:57

La nuova ondata di maltempo ha sommerso più di 70mila tende nella Striscia. Il cedimento parziale di edifici danneggiati dalla guerra ha causato feriti. In alcuni accampamenti l’acqua ha raggiunto circa 40 centimetri, lasciando famiglie al freddo e aumentando i rischi sanitari.

Piogge e allagamenti hanno aggravato le condizioni di oltre 400.000 palestinesi sfollati nella Striscia di Gaza, ospitati in zone esposte alle inondazioni. L’Onu ha chiesto l’ingresso urgente di beni essenziali e nuove risorse per affrontare l’inverno.

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I rifugi esposti all’acqua

Secondo una stima del ministero degli Esteri di Ramallah, gestito dall’Autorità nazionale palestinese, gli sfollati si trovano in aree vulnerabili agli allagamenti, alla raccolta dell’acqua piovana o situate vicino alla costa. Le precipitazioni delle ultime ore hanno aumentato il rischio per la popolazione e potrebbero aggravare ulteriormente la crisi, ha avvertito l’Anp.

Nella Striscia vivono circa due milioni di palestinesi distribuiti in approssimativamente 270.000 tende e luoghi destinati all’accoglienza degli sfollati. L’Autorità nazionale palestinese sostiene che tra il 60% e l’85% delle tende sia ormai deteriorato o inutilizzabile, dopo quasi tre anni di guerra e trasferimenti forzati.

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Gli aiuti ancora insufficienti

L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari nei Territori palestinesi occupati ha riferito che le piogge hanno già invaso diversi rifugi, esponendo le persone a un pericolo immediato. Le organizzazioni umanitarie hanno attivato gli interventi disponibili, ma le scorte non bastano a coprire le necessità.

«È necessario consentire subito l’ingresso dei beni di prima necessità per affrontare l’inverno», ha affermato l’ufficio dell’Onu, chiedendo anche un aumento urgente dei finanziamenti umanitari. Da Ramallah è arrivata una richiesta analoga alla comunità internazionale, alle Nazioni Unite e alle organizzazioni non governative per un intervento coordinato a tutela della popolazione e dell’ambiente.

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