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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Studenti e lavoratori in piazza a Reggio contro i tagli

Il corteo, promosso da Usb e Orsa Porti, ha contestato guerra, riarmo, caro-vita e riduzione dei servizi pubblici.

Oltre mille persone hanno attraversato il centro storico di Reggio Calabria per protestare contro il governo, la guerra e il riarmo. La manifestazione si è svolta senza incidenti ed è partita da piazza De Nava.

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Sanità e spese militari

Tra bandiere palestinesi, striscioni e slogan, i partecipanti hanno denunciato l’aumento del costo della vita e le difficoltà dei servizi pubblici. Il corteo, accompagnato anche dalle note di “Bella ciao”, ha riunito soprattutto giovani e lavoratori.

Aurelio Monte, sindacalista dell’Usb, ha accusato l’esecutivo di destinare risorse alle armi mentre gli ospedali versano in condizioni critiche. Rivolgendosi alla presidente del Consiglio, ha detto: “Tu sai quanto costa fare un viaggio da Reggio Calabria a Milano, a Roma, per andarsi a curare? Non ne hai idea”.

Nel suo intervento, Monte ha criticato anche il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il progetto del Ponte sullo Stretto. Ha inoltre attaccato il ministro degli Esteri Antonio Tajani per le dichiarazioni sui droni, definendo l’attuale classe politica incompetente. Dal corteo sono arrivati anche cori contro Giorgia Meloni, tra cui “Governo vaffanculo”.


Studenti contro i tagli

Gli interventi degli studenti si sono concentrati sulla scuola, sull’uso delle risorse pubbliche e sulle scelte del governo. Uno di loro ha contestato l’idea di dover prepararsi a combattere per una nazione che, a suo giudizio, non ascolta le nuove generazioni.

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Un altro partecipante ha sostenuto che lo studio della storia serva a non ripetere gli errori del passato e ha citato, tra gli esponenti politici criticati, Salvini, Roberto Vannacci e Tajani. Nel corso della manifestazione sono comparsi anche messaggi antifascisti e slogan rivolti alla presidente del Consiglio.

Peppe Marra, esponente dell’Usb Calabria, ha invece richiamato il valore della collaborazione tra studenti e lavoratori. Secondo Marra, quando queste due componenti hanno sostenuto insieme le stesse rivendicazioni, nella storia italiana sono arrivati cambiamenti positivi.

Prima della conclusione, dal palco è stato lanciato un ultimo appello contro propaganda, lacrimogeni, manganelli e decreti sulla sicurezza. Il messaggio rivolto ai manifestanti è stato che nessuna di queste misure, secondo gli organizzatori, può fermare una protesta quando cresce la rabbia sociale.

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