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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Stretto di Hormuz, tre petroliere contro mine secondo Teheran

Le navi avrebbero seguito una rotta vietata; gli Stati Uniti temono nuove ritorsioni iraniane dopo il 3 novembre

Tre petroliere hanno preso fuoco nello Stretto di Hormuz dopo aver urtato mine che Teheran attribuisce all’Iran. La notizia è stata diffusa dai Guardiani della rivoluzione e rilanciata da Al Jazeera; non sono stati forniti dettagli su eventuali vittime o feriti.

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L’accusa contro le petroliere

Secondo la Marina dei Guardiani della rivoluzione, le imbarcazioni navigavano lungo il percorso meridionale dello Stretto, indicato dalle autorità iraniane come non autorizzato. Le navi, sempre nella ricostruzione di Teheran, avrebbero ignorato gli avvisi ricevuti durante la navigazione.

L’agenzia Tasnim News ha riferito che le petroliere avevano disattivato i dispositivi di rilevamento e gli strumenti per orientarsi. «Le petroliere hanno spento tutti i loro sistemi radar e di navigazione e stavano cercando di abbandonare la rotta meridionale non autorizzata dello Stretto di Hormuz, ignorando gli avvertimenti della Marina dell’Irgc», ha riportato l’agenzia citando le autorità iraniane.


Gli avvertimenti da Washington

La notizia dell’incidente arriva mentre funzionari statunitensi hanno messo in guardia diversi Paesi del Medio Oriente e alleati regionali. Secondo due diplomatici informati sulla questione, gli Stati Uniti li avrebbero invitati a prepararsi sia a una possibile ripresa delle operazioni militari contro l’Iran sia a eventuali ritorsioni di Teheran nei loro confronti.

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L’ipotesi indicata dai funzionari riguarda il periodo successivo alle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, previste il 3 novembre. Il rischio evocato è quello di una reazione iraniana contro Paesi considerati vicini a Washington nel caso di nuovi attacchi.


L’ipotesi di un’offensiva breve

Martedì il Wall Street Journal aveva riferito che Washington aveva già avvisato alcuni Paesi arabi del Golfo, senza indicarne i nomi, della possibilità di un’operazione militare contro l’Iran dopo il voto americano.

La stessa ricostruzione parlava di un’azione destinata a essere breve, ma caratterizzata da un’elevata intensità. Il Times of Israel ha collegato a questo quadro l’avvertimento rivolto agli alleati regionali sulla possibilità di rappresaglie iraniane.

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