Strade Sicure, arrivano 500 militari: la maggioranza resta divisa
Il nuovo contingente sarà impiegato a Milano fino alla fine del 2026, mentre Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia discutono ancora sul ruolo dei militari.
Il rafforzamento di Strade Sicure riapre il confronto nella maggioranza sul ruolo dell’Esercito nelle città. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia condividono l’obiettivo di aumentare i presidi, ma restano distanti sulle modalità operative e sul rapporto tra militari e forze di polizia.
La Lega ha chiesto un incremento immediato degli uomini sul territorio. Fratelli d’Italia, invece, ha sostenuto la necessità di una revisione complessiva dell’organizzazione, mentre Forza Italia ha posto un limite preciso: il sostegno alla sicurezza non dovrebbe trasformare i militari in sostituti stabili degli agenti.
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Il nodo resta il ruolo dei militari
Le differenze sono emerse soprattutto nel confronto tra Guido Crosetto, ministro della Difesa ed esponente di Fratelli d’Italia, e Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti in quota Lega. Il dissenso non riguarda soltanto il numero degli effettivi, ma anche la prospettiva con cui utilizzarli nel tempo.
Un primo compromesso era stato raggiunto alla Camera, dove la Commissione Difesa aveva approvato una risoluzione per portare il contingente complessivo da circa 6.800 a 10.000 unità. Dopo le tensioni iniziali, il documento aveva ottenuto il consenso dell’intera maggioranza.
Una missione nata nel 2008
Strade Sicure è attiva dal 4 agosto 2008 e prevede l’impiego dell’Esercito accanto alle forze dell’ordine. La missione contribuisce alla sorveglianza del territorio e alla prevenzione di criminalità e terrorismo in numerose città italiane.
Nel corso degli anni l’operazione è diventata il principale dispositivo militare continuativo delle Forze armate sul territorio nazionale. Il nuovo accordo politico ne amplia la consistenza, ma lascia aperto il confronto sul modo più efficace di distribuire uomini e compiti.
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A Milano altri 500 uomini
Dopo i gravi incidenti avvenuti a Milano il 18 ottobre, il Governo ha deciso di destinare al capoluogo lombardo altri 500 militari. Il loro impiego è previsto fino al 31 dicembre 2026 e avverrà insieme a Polizia e Carabinieri, con la qualifica di agenti di pubblica sicurezza.
Il contingente sarà aggiuntivo rispetto agli uomini già impegnati nel controllo del territorio. La misura è contenuta nel decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri martedì 20 ottobre, dedicato al rafforzamento degli strumenti contro la violenza, la criminalità minorile e gli episodi di guerriglia urbana.
Più controlli nei punti sensibili
Secondo il ministero della Difesa, Guido Crosetto metterà rapidamente a disposizione i nuovi effettivi. L’obiettivo indicato è aumentare la sorveglianza dei siti sensibili, consolidare i presidi e rendere più capillare il controllo delle aree interessate.
La Difesa sostiene inoltre che la presenza aggiuntiva dell’Esercito possa consentire a Polizia di Stato e Carabinieri di concentrare più risorse su prevenzione, interventi, contrasto ai reati e ordine pubblico. I militari resteranno all’interno delle funzioni previste da Strade Sicure e agiranno, come precisato dal ministero, «nel rispetto delle rispettive competenze con le Forze di Polizia».
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