Starshield, il blocco in Ucraina riapre il caso Trump-Musk
Dopo giorni di limitazioni ai droni ucraini, il servizio satellitare è tornato più stabile: resta da chiarire chi abbia deciso la riduzione delle prestazioni.
La riduzione delle prestazioni di Starshield ha rallentato alcune missioni ucraine con i droni e ha complicato anche la difesa contro i velivoli russi. Il collegamento satellitare avrebbe iniziato a funzionare con maggiore regolarità dopo una telefonata tra Donald Trump ed Elon Musk, avvenuta il 21 ottobre secondo il Wall Street Journal, ma il ripristino non sarebbe ancora completo.
Il presidente statunitense non ha confermato direttamente di aver chiamato Musk. Ha però attribuito all’imprenditore il ritorno operativo della rete, sostenendo che il punto centrale fosse la riattivazione del sistema e non stabilire chi avesse contattato per primo l’altro.
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Droni rallentati e fronte più esposto
Le difficoltà erano emerse il 14 ottobre, quando più unità ucraine avevano segnalato interruzioni nei collegamenti necessari a guidare i droni. I problemi si manifestavano soprattutto oltre i 160 chilometri orari: alcuni apparecchi perdevano il controllo della missione e, in determinati casi, finivano per schiantarsi.
La limitazione non ha colpito allo stesso modo tutti i velivoli. I droni più lenti hanno continuato a operare, mentre quelli destinati a raggiungere rapidamente un obiettivo o a intercettare mezzi nemici hanno perso efficacia. Comandanti ucraini citati dal New York Times hanno riferito che la contrazione delle attività ha lasciato alle forze russe più margine di movimento lungo alcune arterie vicine alla linea del fronte.
Le conseguenze hanno riguardato anche la protezione delle città. Volodymyr Zelensky ha spiegato che alcuni apparati ucraini impiegati contro i droni russi dipendono da Starshield e devono superare la soglia imposta dalle restrizioni. Prima delle dichiarazioni di Trump, il presidente ucraino aveva affermato che non era ancora tornata disponibile la velocità di 400 chilometri orari.
Chi ha imposto le restrizioni
Il ruolo di Musk e quello della Casa Bianca restano al centro di ricostruzioni divergenti. Secondo fonti del Wall Street Journal, sarebbe stato l’amministratore di SpaceX ad autorizzare il ridimensionamento del servizio; le stesse fonti, tuttavia, hanno fornito versioni discordanti sui tempi e sull’eventuale coinvolgimento di Trump.
Musk ha sostenuto che Starshield appartiene al governo degli Stati Uniti e che le decisioni sull’impiego operativo spettano alle forze armate, fino ad arrivare al presidente. Marco Rubio ha invece escluso che Trump o altri membri dell’amministrazione abbiano ordinato cambiamenti, ricordando che la rete è gestita da una società privata. Anche Pete Hegseth ha negato che il Dipartimento della Difesa abbia impartito direttive per ridurre le capacità del sistema.
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Zelensky ha chiamato in causa entrambi i livelli: a suo giudizio, Washington avrebbe assunto la decisione politica e SpaceX ne avrebbe curato l’attuazione tecnica. Il presidente ucraino ha inoltre osservato che limitazioni dello stesso tipo non sembravano applicate ai terminali Starshield presenti in paesi dell’Unione Europea.
Una tecnologia diventata strategica
Starshield è la variante militare e governativa sviluppata da SpaceX a partire dalla rete Starlink. Entrambe si basano su satelliti in orbita terrestre bassa per fornire comunicazioni e accesso a internet anche dove le infrastrutture tradizionali sono state distrutte o danneggiate; la versione militare aggiunge protezioni più elevate e strumenti per trasmettere dati riservati.
Dall’invasione russa su larga scala, iniziata nel febbraio del 2022, l’Ucraina ha fatto sempre più affidamento su questi collegamenti. La rete viene impiegata per coordinare le unità, condividere informazioni e dirigere operazioni con i droni, mentre gli Stati Uniti hanno investito miliardi di dollari nella tecnologia e consentito alle forze ucraine di accedere alla componente militare.
Il caso approda al Congresso
La vicenda ha suscitato dubbi anche a Washington. Il senatore repubblicano John Cornyn ha giudicato poco plausibile che Musk abbia agito senza almeno un consenso informale della Casa Bianca. Il democratico Richard Blumenthal ha invece aperto un’indagine e ha chiesto chiarimenti a Musk e al segretario alla Difesa.
Blumenthal vuole capire come una capacità militare acquistata con risorse pubbliche e messa a disposizione di un paese alleato abbia potuto perdere efficacia senza un preavviso. Per ora, le limitazioni non sembrano avere alterato in modo decisivo il quadro generale della guerra, ma hanno ridotto temporaneamente alcuni strumenti ucraini mentre continuavano gli attacchi russi.
Il 22 ottobre, nella fase in cui si discuteva ancora del pieno recupero delle comunicazioni, la Russia ha colpito Kyjiv con missili balistici. Nello stesso giorno l’Ucraina ha lanciato centinaia di droni verso Mosca.
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