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Attualità 2 min di lettura4 ore fa

Spike Lee, la provocazione sulla Palestina fa saltare il pranzo allo stadio

Un tifoso avrebbe provocato il regista nella Legends Suite dello Yankee Stadium, poco prima di Yankees-Red Sox: la sicurezza è intervenuta dopo la reazione furiosa di Lee.

Un momento conviviale si è trasformato in una scena concitata e rapidamente diventata virale. Spike Lee, 69 anni, è stato trattenuto dagli addetti alla sicurezza dello Yankee Stadium dopo avere reagito a un uomo che lo stava filmando e che, secondo le ricostruzioni, lo avrebbe provocato sulla questione palestinese.


La provocazione fa esplodere la tensione

L’episodio si sarebbe verificato nella Legends Suite, intorno alle 18:30, alcune ore prima della sfida tra Yankees e Red Sox. Lee, vestito con capi della squadra di New York, inizialmente appariva rilassato: conversava con gli altri presenti e si fermava per scattare fotografie con alcuni tifosi.

La situazione sarebbe cambiata quando un uomo ha iniziato a riprenderlo mentre mangiava. Avvicinatosi con la richiesta di una foto insieme, gli avrebbe poi intimato: «Dillo, dillo: “Fanculo la Palestina”». Il regista si è alzato visibilmente irritato e avrebbe chiesto l’intervento della sicurezza.


Il video mostra l’intervento degli addetti

Nel filmato realizzato all’interno della sala, Lee urla in inglese una frase che in italiano significa: «Perché sei venuto da me?». Mentre il regista gesticola e cerca di rivolgersi all’uomo, un addetto indica al provocatore l’uscita.

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Le ricostruzioni dell’accaduto riferiscono che il personale ha accompagnato il tifoso fuori dalla sala. Lee, invece, è stato fisicamente trattenuto per alcuni istanti dagli addetti, mentre la discussione attirava l’attenzione degli altri clienti. Il video, diffuso inizialmente dal giornalista Andy Slater, ha poi alimentato il dibattito sui social.


La posizione di Lee sulla Palestina

La reazione del regista si inserisce in una posizione pubblica già nota. Lee non ha infatti nascosto la propria solidarietà alla popolazione palestinese e, durante il fine settimana delle stelle della NBA di febbraio, aveva indossato accessori con i colori della Palestina.

La scelta aveva suscitato numerose polemiche in rete. In seguito, Lee aveva spiegato che quegli oggetti rappresentavano la sua preoccupazione per i bambini e per i civili palestinesi, chiarendo così il significato che attribuiva a quei simboli.

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