Spagna, Sánchez accelera: il voto del 29 novembre cambia tutto
La crisi degli alloggi fa saltare l’equilibrio parlamentare e spinge il premier a chiedere agli elettori una maggioranza più solida con nove mesi d’anticipo.
Il 29 novembre gli spagnoli torneranno alle urne, nove mesi prima della conclusione naturale della legislatura. Pedro Sánchez ha scelto di interrompere il percorso del governo dopo che il Congresso ha respinto due provvedimenti sulla casa, mettendo in evidenza la fragilità della maggioranza parlamentare.
Nel fine settimana il capo dell’esecutivo ha incontrato ministri e dirigenti del Psoe per valutare le diverse ipotesi. Poi, in un intervento ufficiale alla Moncloa, ha motivato la decisione con la necessità di rafforzare il sostegno politico: «Abbiamo bisogno di una maggioranza più ampia».
La casa fa saltare gli equilibri
I decreti bocciati comprendevano una proroga fino al 2030 della sospensione degli sfratti per le persone vulnerabili. Il pacchetto prevedeva anche interventi contro i cosiddetti fondi avvoltoio e il rinnovo automatico dei contratti di locazione.
Il voto parlamentare è arrivato mentre la questione abitativa alimentava una forte mobilitazione in tutto il Paese. Sabato, a Madrid e in altre città, migliaia di persone hanno partecipato a manifestazioni per il diritto alla casa, dopo lo sfratto di un’ottantenne nella capitale diventato il simbolo della crisi.
Il deficit abitativo pesa sul voto
In Spagna gli alloggi a prezzi accessibili sono insufficienti e le piattaforme turistiche, tra cui Airbnb, insieme ai fondi d’investimento, vengono accusati di contribuire all’aumento dei costi. L’acquisto di immobili destinati ad altri usi ridurrebbe infatti l’offerta disponibile per i residenti.
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Secondo la Banca di Spagna, a fronte di una popolazione di circa 50 milioni di persone, nel Paese mancano 700.000 abitazioni. Vilas ha sottolineato che la crisi viene utilizzata politicamente da tutti i partiti e che Sánchez, dopo otto anni al potere, non sarebbe riuscito a risolverla.
Il calendario è già fissato
La data del 29 novembre rappresenta la prima finestra utile. Dopo avere informato il re, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto di convocazione, destinato alla pubblicazione in gazzetta ufficiale nella giornata successiva.
Da quella pubblicazione devono trascorrere 54 giorni, come stabilisce la legge elettorale. Il calcolo porta quindi direttamente all’appuntamento di fine novembre, mentre la legislatura, inizialmente destinata a proseguire fino al 2027, si avvia alla conclusione anticipata.
Sánchez ha difeso il bilancio del suo ultimo governo sostenendo di avere agito nell’interesse degli spagnoli. Nel suo intervento ha rivendicato la riduzione delle disuguaglianze e una crescita economica superiore a quella registrata dagli altri Paesi europei.
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