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Attualità 2 min di lettura56 min fa

Allarme al confine: caccia in volo e truppe estoni verso la Russia

Un bersaglio rilevato vicino alla Romania fa scattare l’intervento di due F-18, mentre Tallinn rafforza uomini e sistemi d’arma sul fronte orientale

Un segnale individuato nei pressi del confine romeno con l’Ucraina ha fatto decollare due F-18 spagnoli impegnati nella sorveglianza dello spazio aereo della Nato. L’allerta è terminata senza ulteriori conseguenze, ma l’episodio si inserisce in un quadro di crescente attenzione militare lungo il fianco orientale dell’Alleanza.


Il radar fa scattare l’allarme

Nella notte, il sistema radar del ministero della Difesa della Romania ha registrato un oggetto aereo in movimento a est di Vylkiv, nella regione di Odessa, non lontano dalla frontiera romena. Per verificare la situazione sono stati inviati in volo due velivoli F-18 appartenenti alle Forze Aerospaziali spagnole.

Gli aerei erano già impiegati in attività operative nell’ambito della polizia aerea rafforzata e sono partiti dalla 57ª base aerea. Dopo gli accertamenti, l’allarme è stato revocato: non sono stati forniti ulteriori elementi sull’identità del bersaglio né sull’eventuale natura della minaccia.


Tallinn prepara il fronte orientale

Parallelamente, l’Estonia sta trasferendo in modo stabile una parte delle proprie forze verso le aree più vicine alla frontiera russa. Il Paese baltico starebbe inoltre acquisendo armamenti capaci di raggiungere obiettivi in profondità oltre il confine, nel timore che il conflitto possa estendersi oltre il territorio ucraino.

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Le valutazioni dei vertici militari e dei servizi d’intelligence estoni non indicano una volontà russa di affrontare, almeno nei prossimi due anni, una guerra su larga scala contro la Nato. Tuttavia, Tallinn ritiene che Mosca stia predisponendo le condizioni per un possibile confronto futuro con l’Estonia, membro dell’Alleanza e direttamente esposto sul suo fianco nord-orientale.


Una pressione crescente sulla Nato

Il rafforzamento deciso dall’Estonia riguarda sia la disposizione delle truppe sia la capacità di colpire a maggiore distanza. La scelta riflette la preoccupazione per un’eventuale aggressione russa successiva alla guerra in Ucraina, pur in assenza di indicazioni su un attacco imminente.

L’attivazione dei caccia spagnoli in Romania mostra intanto come la sorveglianza aerea resti particolarmente intensa lungo i confini orientali della Nato. I due episodi non risultano collegati, ma confermano il livello di allerta mantenuto nell’area.

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