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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Murakami torna a correre a 77 anni: la malattia e il nuovo libro

A 77 anni Haruki Murakami ha ritrovato la condizione per tornare alle sue abitudini: scrivere e correre.

A 77 anni Haruki Murakami ha ritrovato la condizione per tornare alle sue abitudini: scrivere e correre. Dopo una malattia che lo ha costretto in ospedale, l’autore giapponese racconta di aver recuperato le energie e di guardare alla corsa come a qualcosa di molto più ampio dell’attività fisica.


La corsa come parte della scrittura

Per cinquant’anni Murakami ha disputato almeno una maratona ogni anno. La tradizione si è interrotta alla cinquantunesima occasione, quando il ricovero gli ha impedito di partecipare; prima di quel periodo, la sua giornata comprendeva circa cinque ore alla scrivania e dieci chilometri di corsa.

Ora entrambe le attività sono riprese. “Essere malato era una strana sensazione. Mi domandavo: cosa mi succede?”, ha raccontato lo scrittore, spiegando che la corsa accompagna da sempre il suo lavoro creativo: molte idee, secondo lui, sono nate proprio mentre correva. La scrittura, inoltre, gli restituisce una sensazione di giovinezza.

Il ritorno alla piena operatività arriva mentre si avvicina l’uscita del suo nuovo romanzo, Abbandonare un gatto. Il libro prende spunto dai racconti del padre di Murakami sulla Seconda guerra mondiale e si aggiunge a una produzione letteraria che da anni lo mantiene tra i nomi più attesi della narrativa internazionale.

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Tra Harry Styles e il Nobel

La corsa ha avuto un ruolo anche nell’amicizia con Harry Styles, nata dalla passione condivisa per l’allenamento. Murakami ha raccontato che il cantante conosce diversi suoi libri, mentre lui ha assistito a un suo concerto a Manchester e ha ricevuto in regalo il suo ultimo album, accompagnato da una dedica in giapponese.

Da tempo il nome dello scrittore viene associato al Nobel per la letteratura, senza che il riconoscimento sia mai arrivato. “Da due decenni, a ogni ottobre, la gente mi dice che potrei vincerlo, ma poi lo vince sempre qualcun altro”, ha osservato con ironia.

Murakami ha però giudicato meritato il premio assegnato a Bob Dylan, che considera un grande poeta. Prima di diventare scrittore, aveva gestito un locale jazz a Tokyo, un’esperienza che ricorda con affetto: nonostante la fama raggiunta, a volte gli sembra ancora di vivere dentro un sogno dal quale potrebbe risvegliarsi tornando alla vita di prima.

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