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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Anderson attacca Trump e difende MacGyver: l’eroe senza pistola

Richard Dean Anderson ripercorre il successo del personaggio che ha trasformato l’ingegno in un’arma narrativa e spiega perché la serie continua a unire genitori e figli.

Richard Dean Anderson non ha mai considerato MacGyver un eroe televisivo come gli altri. E oggi, parlando del personaggio che lo ha reso famoso, lega quel modello anche a una presa di posizione durissima contro Donald Trump: «Trump è un pezzo di mer*a. Non lo rispetto ed è la cosa peggiore che si possa dire di un essere umano».


MacGyver, l’eroe che rifiutava le armi

Prima del successo internazionale, Anderson era comparso in General Hospital nel ruolo del dottor Jeff Webber. La svolta arrivò nel 1985, quando ABC gli affidò Angus MacGyver, protagonista della serie ideata da Lee David Zlotoff.

Il personaggio della Phoenix Foundation non affrontava i pericoli con la forza o con una pistola. Gli bastavano conoscenze scientifiche, sangue freddo e oggetti comuni: un coltellino svizzero, del nastro adesivo o una semplice graffetta potevano diventare strumenti decisivi per uscire da una situazione complicata.


Sette stagioni diventate cultura pop

La formula funzionò per sette stagioni, dal 1985 al 1992, con 139 episodi complessivi. La popolarità fu tale che il nome del protagonista entrò nell’uso comune: “macgyverare” è diventato un modo per indicare la capacità di arrangiarsi utilizzando soltanto ciò che si ha a disposizione.

Il personaggio è sopravvissuto alla conclusione della serie attraverso citazioni, parodie e una nuova versione televisiva arrivata nel 2016. Anderson, in seguito, ha interpretato anche il colonnello Jack O’Neill in Stargate SG-1, ma il pubblico continua soprattutto ad associarlo al ciuffo biondo e al coltellino di MacGyver.

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Una serie capace di unire famiglie

Secondo Anderson, il legame con il pubblico nasceva anche dai temi affidati agli sceneggiatori, tra cui la tutela dell’ambiente, i diritti degli animali e il rifiuto delle armi da fuoco. L’attore riconosceva inoltre nel protagonista alcuni tratti personali, come la passione per lo sci, l’hockey e una vita dinamica.

«MacGyver era diverso: un eroe televisivo che non usava armi. Rifletteva, osservava e risolveva i problemi sul momento, senza uccidere nessuno né sparare un colpo», ha ricordato Anderson. Proprio l’assenza di violenza armata, a suo giudizio, rendeva possibile una visione condivisa tra adulti e ragazzi.

L’attore ha spiegato che il risultato più importante non era soltanto il successo della serie, ma la sua capacità di creare occasioni di dialogo in famiglia. In particolare, Anderson considera significativo il rapporto costruito tra padri e figlie, elemento che avrebbe contribuito a rendere MacGyver accessibile a un pubblico più ampio e duraturo.

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