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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Spagna al voto: Sánchez sfida l’ultradestra e anticipa la scelta

Il premier spagnolo scioglie le Cortes con nove mesi di anticipo e convoca le elezioni per il 29 novembre dopo giorni di proteste e consultazioni politiche.

La Spagna tornerà alle urne il 29 novembre, con nove mesi di anticipo rispetto alla conclusione naturale della legislatura. Pedro Sánchez ha motivato la decisione richiamando il bivio politico davanti al Paese: seguire l’avanzata dell’estrema destra oppure rafforzare una maggioranza progressista.


Sánchez mette il Paese davanti al bivio

Nel discorso istituzionale pronunciato al Palazzo della Moncloa, a Madrid, il presidente del Governo ha riconosciuto che anche il suo esecutivo ha commesso degli errori. Allo stesso tempo, ha sostenuto che gli elettori dovranno decidere quale direzione imprimere alla Spagna.

Sánchez ha quindi chiesto ai cittadini di scegliere se “unirsi all’ondata di estrema destra che regredisce dove governa” oppure consegnare al Paese una maggioranza progressista più ampia. Secondo il premier, questa seconda strada permetterebbe alla Spagna di restare “un baluardo di apertura e giustizia sociale”.


Elezioni anticipate dopo giorni di tensione

La convocazione arriva dopo un fine settimana di colloqui tra Sánchez, i componenti del Governo, i dirigenti del suo partito e i rappresentanti delle altre forze politiche che sostengono l’esecutivo. Sullo sfondo ci sono anche le numerose proteste degli ultimi giorni, che hanno aumentato la pressione sul Governo.

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Con la decisione annunciata alla Moncloa, Sánchez ha disposto lo scioglimento delle Cortes e fissato il voto al 29 novembre. Nel suo intervento ha inoltre accusato l’opposizione di aver rappresentato un ostacolo particolarmente duro, affermando: “Abbiamo dovuto lottare contro la peggiore opposizione della storia”.


La promessa di una Spagna progressista

Nel finale del discorso, il presidente ha descritto la prospettiva progressista come il modo per mantenere la Spagna un riferimento internazionale per la pace, il femminismo e la prosperità. Il richiamo non è stato soltanto programmatico: Sánchez ha presentato il prossimo voto come una scelta sul ruolo che il Paese intende avere nel contesto politico europeo.

Il premier ha chiuso rivolgendosi direttamente ai cittadini e dicendosi fiducioso nella loro capacità di affrontare le difficoltà. Ha definito gli spagnoli coraggiosi e solidali, capaci di reagire alle sfide e di schierarsi dalla parte che ritengono corretta della storia.

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