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Attualità 3 min di lettura29 min fa

South Carolina, Graham sconfitta: il voto frena i data center

La repubblicana sostenuta da Trump ha ottenuto il 41%, contro il 50,8% della democratica Annie Andrews

La repubblicana Darline Graham ha perso in South Carolina contro la democratica Annie Andrews, in una tornata che mette sotto pressione anche l’industria dei data center.

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Il sostegno politico non basta

Il risultato ha riacceso il dibattito sugli impianti destinati all’intelligenza artificiale. In South Carolina, dove i Democratici non conquistavano una vittoria dal 1998, Andrews ha raccolto il 50,8% dei voti, mentre Graham si è fermata al 41%. Alle precedenti presidenziali Donald Trump aveva superato Kamala Harris nello Stato con un margine di 18 punti.

La campagna di Graham aveva ricevuto 1,5 milioni di dollari dal nuovo comitato di azione politica “Building the Future”. L’organizzazione, riconducibile secondo il New York Times a società del comparto dei data center, non ha reso noti i nomi dei propri finanziatori. Gli annunci a sostegno della candidata erano iniziati il 17 ottobre, rendendo il comitato il secondo maggiore finanziatore della sua corsa secondo AdImpact.

Il voto in South Carolina si aggiunge alle sconfitte repubblicane in Texas, Georgia e Ohio. Il quadro alimenta l’ipotesi che il sostegno alla costruzione di nuovi impianti non sia sufficiente a conquistare consensi, soprattutto nelle aree dove i residenti temono aumenti delle bollette elettriche e dell’acqua.


Le proteste contro gli impianti

Graham aveva difeso l’espansione dei data center come strumento per mantenere il vantaggio degli Stati Uniti sulla Cina. Andrews aveva invece chiesto una sospensione biennale dei nuovi progetti e aveva trasformato il soprannome “Data Center Darline” in uno degli argomenti principali della sua campagna.

Il 21 ottobre Trump aveva affiancato Graham durante un comizio alla Clemson University. Dopo le contestazioni del pubblico, il presidente aveva definito i manifestanti “pagati”. Nello stesso giorno, con un messaggio su Truth, aveva invitato i proprietari degli impianti a versare “dividendi” alle comunità locali per contenere il malcontento.

In Texas la democratica Gina Hinojosa ha battuto il repubblicano Greg Abbott nella corsa alla carica di governatore, mentre James Talarico è stato eletto senatore. Lo Stato dovrebbe ospitare circa un quarto della capacità americana dei data center entro il 2030, anche se alcuni esponenti repubblicani locali si erano espressi contro nuovi impianti.

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Texas, Georgia e Ohio

In Georgia Keisha Lance Bottoms ha conquistato il governatorato proponendo di congelare i lavori per le nuove strutture. La vittoria ha interrotto oltre vent’anni di guida repubblicana; Atlanta, secondo CBRE, è il mercato più attivo degli Stati Uniti per questo settore.

Elon Musk, che aveva versato più di 150 milioni di dollari alla campagna repubblicana, ha commentato sui social: “I data center nello spazio sembrano piuttosto allettanti in questo momento”.

Anche in Ohio il repubblicano Jon Husted è stato sconfitto dal democratico Sherrod Brown. Brown, durante la festa elettorale del Partito democratico dell’Ohio, ha dichiarato: “Non lavoro per i data center e non lavoro per Wall Street”. La consultazione si è svolta mentre a Piketon, località di poco più di 2 mila abitanti, proseguivano le proteste contro uno degli impianti più grandi del mondo.


I finanziamenti elettorali

Un documento del Comitato senatoriale repubblicano nazionale aveva avvertito che una sconfitta di Husted avrebbe potuto essere attribuita al settore dei data center, definito “tossico” e indicato come tema presente, seppure non sempre esplicito, nella campagna elettorale. Il testo chiedeva di fatto un maggiore impegno finanziario all’industria.

Due settimane dopo, “Building the Future” ha annunciato la propria nascita e ha sostenuto Graham. L’organizzazione senza scopo di lucro “Build American AI”, collegata allo stesso gruppo, ha inoltre promosso una campagna da circa 7 milioni di dollari in Ohio, Kansas e Wisconsin per difendere l’espansione dei data center.

Secondo il New York Times, i promotori di “Building the Future” avevano già creato “Leading the Future”, comitato dedicato al sostegno dell’intelligenza artificiale che ha investito decine di milioni di dollari in favore di candidati vicini al settore. A settembre erano intervenuti anche “Infrastructure for America” e “American Edge Project”, sostenuto da Meta, con altre campagne pubblicitarie a favore dell’industria.

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