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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Iran, Trump difende la guerra dopo la sconfitta repubblicana

Il voto ha consegnato il Senato ai democratici, mentre Teheran lo interpreta come un rifiuto dell’intervento militare.

Donald Trump ha riconosciuto il peso della guerra con l’Iran sulla sconfitta repubblicana alle elezioni di metà mandato, ma non ha cambiato posizione: secondo il presidente, l’intervento è stata la scelta giusta.

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Il voto contro i repubblicani

In un’intervista al Wall Street Journal, Trump ha detto che rifarebbe la stessa scelta militare nonostante il risultato delle urne. I democratici hanno conquistato il controllo del Senato e si sono avvicinati alla maggioranza anche alla Camera.

Il presidente deve inoltre affrontare il malcontento sull’andamento del Paese. Secondo il sondaggio dell’Associated Press tra gli elettori, circa sei votanti su dieci giudicano negativamente il suo operato e una percentuale simile considera le sue politiche responsabili dell’aumento del costo della vita.


La lettura di Teheran

A Teheran il risultato è stato interpretato come una bocciatura dell’intervento militare statunitense. Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore iraniano, ha scritto sulla piattaforma X che gli americani hanno votato «NO ALLA GUERRA».

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Ghalibaf ha aggiunto che il messaggio può nascere dalla coscienza degli elettori oppure dal peso crescente delle spese quotidiane, ma che l’Iran lo sostiene in entrambi i casi. La dirigenza iraniana prova così a usare il risultato elettorale per rafforzare la propria posizione nei rapporti con Washington.


Più pressione sulla Casa Bianca

Il nuovo equilibrio del Congresso offrirà ai democratici strumenti più ampi per intervenire sull’indirizzo della Casa Bianca, anche in materia di politica estera. Il controllo del Senato e la possibilità di ottenere anche la Camera aumentano i margini di confronto con l’amministrazione.

Per ora, tuttavia, Trump non ha mostrato l’intenzione di rivedere la linea adottata contro Teheran. Nelle sue dichiarazioni, la sconfitta alle urne ha avuto un costo politico, ma non ha rimesso in discussione la decisione di entrare in guerra.

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