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Attualità 2 min di lettura9 min fa

In Maine, Susan Collins perde il seggio dopo trent’anni

La senatrice repubblicana è stata battuta dal democratico Troy Jackson dopo una carriera segnata dalla distanza da Trump

Susan Collins ha perso il seggio al Senato per il Maine, che occupava senza interruzioni dal 1996. A 73 anni, la repubblicana è stata sconfitta da Troy Jackson, ponendo fine a una presenza durata tre decenni.

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La fine di una carriera

Collins aveva costruito la propria permanenza a Washington su una posizione centrista, sempre più rara all’interno del Partito repubblicano. La sua sconfitta rappresenta anche l’uscita di scena di una delle ultime figure moderate del partito ancora presenti nel Congresso statunitense.

Il Maine è uno Stato a prevalenza democratica: alle elezioni presidenziali del 2024 aveva scelto Kamala Harris. Collins era inoltre rimasta l’unica esponente repubblicana del Congresso nell’intera area del New England, mantenendo il consenso grazie a un profilo autonomo e molto legato agli interessi locali.


Le distanze da Trump

Nel corso degli anni la senatrice aveva votato in più occasioni contro le posizioni della propria formazione politica. Nel 2017 fu tra le tre repubblicane che contribuirono a fermare il tentativo di cancellare la riforma sanitaria approvata durante la presidenza di Barack Obama.

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Più di recente Collins si era opposta alla conferma di Pete Hegseth come capo del Pentagono. I contrasti con Donald Trump avevano provocato dure reazioni da parte dell’ex presidente, che non aveva nascosto il proprio malcontento nei suoi confronti.


L’accusa degli elettori

Durante la campagna elettorale Collins aveva rivendicato di essere la senatrice repubblicana con il maggior numero di voti contrari a Trump. Il messaggio, però, non è bastato a consolidare il sostegno ricevuto nelle precedenti elezioni.

Tra gli elettori democratici e una parte di quelli che in passato l’avevano appoggiata si era diffusa l’idea che la sua opposizione al presidente emergesse soprattutto quando il suo voto non poteva modificare l’esito delle decisioni. Per il resto, secondo questa critica, Collins avrebbe continuato a sostenere la maggioranza repubblicana.

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