Sostenibilità, la sfida dei giovani: tecnologia sotto accusa e nuove responsabilità
La ricerca di Angelini Industries fotografa un generazione divisa tra attenzione concreta all’ambiente, sfiducia sugli obiettivi e crescente fiducia nell’azione individuale.
Le immagini della Scuola di fotografia Bauer di Milano accompagnano l’edizione 2025 del Bilancio di sostenibilità di Angelini Industries. Gli scatti mostrano sedi e spazi del gruppo come luoghi capaci di esprimere identità, relazioni e legami con i territori circostanti.
L’impostazione visiva interpreta gli ambienti aziendali come punti di connessione tra persone, attività e contesto sociale. Il progetto riflette così i valori dichiarati da Angelini Industries e il modo in cui il gruppo descrive il proprio rapporto con le comunità in cui opera.
I risultati già raggiunti dal gruppo
Nel 2025 Angelini Industries ha proseguito il piano ESG triennale avviato nel 2024, articolato in 14 traguardi dedicati agli ambiti ambientale, sociale e di governo societario. Tra i risultati indicati nel bilancio figurano l’inserimento di obiettivi ESG nella valutazione dei manager che guidano funzioni coinvolte nei temi di sostenibilità e la conferma dell’impegno per mantenere a zero gli infortuni gravi sul lavoro.
La formazione ha raggiunto una media di 41,4 ore per dipendente, quasi il 90% in più rispetto al dato medio europeo di 21,87 ore. Complessivamente sono state erogate oltre 155mila ore, il 6% delle quali tramite Angelini Academy, diventata nel 2026 una società indipendente dedicata all’istruzione aperta, con borse di studio e programmi per giovani talenti nelle scienze della vita e nella robotica industriale.
Energia e fornitori sotto esame
Sul fronte degli acquisti responsabili, al 31 dicembre 2025 il 66% dei fornitori risultava valutato con criteri ESG. L’obiettivo indicato dal gruppo è superare il 90% entro il 2027, attraverso iniziative rivolte a rendere più sostenibile la catena di approvvigionamento.
Per le sedi italiane è stato raggiunto il 100% di fornitura da energia elettrica rinnovabile certificata. Nello stesso periodo, le emissioni di CO2 sono diminuite del 25% rispetto al 2024, mentre la produzione interna di energia rinnovabile è cresciuta del 28%, arrivando a 9.292 Gj.
La tecnologia pesa quanto i fossili
A delineare il quadro delle percezioni giovanili è la terza edizione dell’Osservatorio Giovani & Sostenibilità, realizzato da Angelini Industries con Quorum/YouTrend e Csa Research. Il 46% degli italiani con meno di 30 anni considera l’impatto ambientale della tecnologia paragonabile a quello dei combustibili fossili o della deforestazione; nella popolazione complessiva la quota scende al 41%.
Per il 45% dei giovani, la priorità consiste nel contenere l’energia consumata dai nuovi apparecchi. Il 64% dichiara di usare in modo efficiente i propri strumenti digitali, mentre il 22% sceglie, o prenderebbe in considerazione, telefoni e computer usati o rigenerati, seguendo una logica di riutilizzo e circolarità.
L’indagine esamina anche il cosiddetto bioma digitale, cioè l’insieme interconnesso formato dalla dimensione tecnologica e dall’ambiente naturale. La ricerca nasce con l’obiettivo di seguire nel tempo aspettative, abitudini e sensibilità delle persone più giovani sui temi ESG.
Ambiente e benessere sempre più uniti
Per il 57% degli intervistati con meno di 30 anni, sostenibilità significa soprattutto ridurre i danni ambientali prodotti dalle attività umane. Il dato è aumentato di 6 punti percentuali rispetto al 2025. Un altro 34% collega invece la sostenibilità alla necessità di proteggere l’ambiente e, contemporaneamente, migliorare il benessere sociale: nella rilevazione precedente questa posizione era al 26%.
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Questa visione incide anche sui comportamenti di consumo. Il 60% dei giovani accetterebbe di spendere qualcosa in più, a parità di qualità, per un prodotto realmente sostenibile; tra gli over 30 la percentuale è del 42%. Anche il boicottaggio dei marchi giudicati socialmente ingiusti presenta una differenza significativa: lo dichiara il 47% dei più giovani, contro il 35% degli altri adulti.
Resta però forte il dubbio sulla possibilità di raggiungere gli obiettivi annunciati: il 56% del campione pensa che le mete della sostenibilità siano destinate a non essere centrate. «La sostenibilità, per essere credibile, deve essere concreta», ha osservato Sergio Marullo di Condojanni, amministratore delegato di Angelini Industries, sottolineando la necessità di collegare innovazione, competitività e responsabilità nella crescita delle imprese.
Il cambiamento parte dai cittadini
Nonostante lo scetticismo, il 42% dei giovani attribuisce proprio alle nuove generazioni il compito di imprimere la spinta più forte alla sostenibilità. È diminuita invece dal 37% al 34% la percentuale di chi assegna il ruolo principale alla politica e alle grandi potenze mondiali.
Cresce al contempo la fiducia nell’iniziativa personale: dal 34% al 37% sale la quota di chi individua nei singoli cittadini il principale motore della trasformazione. Anche la tecnologia guadagna peso, passando dal 17% al 20% come leva del cambiamento. Isabella Falautano, responsabile della sostenibilità e della comunicazione istituzionale di Angelini Industries, ha rilevato che tra i giovani «accanto alla tutela ambientale cresce l’attenzione agli aspetti sociali», insieme all’idea di una responsabilità condivisa.
Generazione Alpha, uso pratico dell’IA
L’Osservatorio dedica una parte specifica alla Generazione Alpha, composta dai nati dal 2010 in poi. Rispetto alla fascia degli under 30, questi ragazzi mostrano una preparazione teorica meno ampia sui temi ambientali, ma affrontano la sostenibilità in modo più concreto, attraverso l’esperienza e l’osservazione della realtà quotidiana.
La tecnologia è già parte stabile delle loro abitudini: il 94% possiede uno smartphone e il 66% utilizza un tablet. Il computer è presente nel 73% dei casi, contro l’82% registrato tra gli under 30.
Anche l’intelligenza artificiale è entrata nella routine dei più giovani. Il 62% della Generazione Alpha afferma di averla utilizzata, vicino al 67% degli under 30 e sopra il 56% della media italiana. L’impiego riguarda soprattutto lo studio, ma comprende anche programmi grafici e strumenti per creare immagini, a conferma di un rapporto operativo con il digitale più che teorico.
L’attenzione ai temi ESG rappresenta infine uno degli assi delle attività portate avanti da Angelini Industries attraverso le proprie società controllate. Il bilancio, sottoposto volontariamente alla revisione di una società indipendente, illustra risultati, obiettivi e stato di avanzamento del piano triennale.
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