Solo 2,11 punti: Bolsonaro e Lula si giocano il Brasile
Il senatore parte davanti con il 47,14%, ma nessuno ha superato la soglia decisiva: il 25 ottobre la presidenza si assegnerà al ballottaggio.
Il primo turno non ha prodotto un vincitore definitivo, ma ha delineato una sfida estremamente ravvicinata per la presidenza del Brasile. Flavio Bolsonaro ha chiuso davanti a Luiz Inácio Lula da Silva con il 47,14% dei voti contro il 45,03% del presidente uscente: una differenza di circa due milioni e mezzo di preferenze.
Il vantaggio non basta a chiudere la partita
Nessuno dei due contendenti ha raggiunto la maggioranza richiesta per evitare il secondo turno. Saranno quindi loro a tornare alle urne il 25 ottobre, quando gli elettori dovranno scegliere il prossimo capo dello Stato.
La distanza tra i candidati è pari a 2,11 punti percentuali, mentre tutti gli altri aspiranti alla presidenza hanno raccolto complessivamente circa il 12% dei consensi. Il loro risultato potrebbe dunque assumere un peso rilevante nella fase che precede il ballottaggio.
Bolsonaro rilancia contro il partito di Lula
Dopo l’esito del voto, Flavio Bolsonaro ha presentato il risultato come una bocciatura dell’area politica che sostiene il presidente uscente. Parlando a Brasilia, il senatore ha affermato: «Questo voto segna la fine della stagione del partito di Lula».
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Guardando alla prossima sfida, il candidato ha sostenuto che gli elettori avrebbero espresso la volontà di cambiare governo. Bolsonaro ha inoltre accusato l’amministrazione uscente di corruzione e ha previsto che il secondo turno possa sancire la conclusione di questa esperienza politica.
Lula cerca il quarto mandato
L’affluenza si è fermata al 79%, un dato sostanzialmente analogo a quello registrato nelle precedenti elezioni. La partecipazione non ha però modificato l’esito decisivo del primo turno: nessun candidato ha ottenuto abbastanza voti per conquistare subito la presidenza.
Per Flavio Bolsonaro si tratta della prima candidatura alla guida del Paese. Lula, invece, punta a tornare per la quarta volta non consecutiva alla presidenza del Brasile, dopo aver già ricoperto l’incarico in precedenza.
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